Funerali Pulici, la lettera di Wilson: «La nostra banda ha perso un altro pezzo…»

Scudetto 74
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Nel corso dei funerali di Felice Pulici, lo storico capitano della Lazio Pino Wilson ha letto una commovente lettera

Si sono svolti questo pomeriggio a partire dalle 14 i funerali di Felice Pulici, storico baluardo di lazialità. Nel corso dell’ultimo saluto allo storico portiere del primo Scudetto biancoceleste, ha preso parole Pino Wilson, che ha letto una commovente lettera indirizzata all’ex compagno di squadra. Eccone alcuni estratti: «Ciao Felice, sei arrivato in punta di piedi nel lontano ’72 e così, sempre in punta di piedi, te ne sei andato. La nostra famiglia – quella acquisita, la ‘banda’, per intenderci – ha perso un altro pezzo. E che pezzo! Questa è una perdita importante, tanto quanto quella degli altri che ci hanno lasciati. Una perdita che ha portato, tuttavia, uno sgomento e un vuoto incredibile e incolmabile. Senza respiro pensavamo che Lui ci concedesse un po’ di tregua, invece a soli tre mesi dalla dipartita di Mario (Facco, ndr) ha voluto rimetterci alla prova. Però, questa volta, il lutto è stato pesantissimo».

BATTAGLIE«Quante battaglie, quante gioie e belle serate abbiamo trascorso davanti a un bicchiere di vino, a raccontarci quegli anni favolosi e incredibili. Gli aneddoti e le prese in giro con Giancarlo (Oddi, ndr) e le tue proverbiali esternazioni con un crescendo rossiniano e con Paola che ti invitava alla calma. Diceva ‘Felice! Felice, basta!’. Mi piace ricordare i giorni che hanno preceduto la prima edizione di Di Padre in Figlio, quando con Giancarlo abbiamo stilato la formazione – quella nostra – da opporre a quella dei ragazzi che ci hanno sempre rispettati e che mai ci hanno fatto pesare le loro vittorie più pesanti in campo nazionale e internazionale. Ci siamo preparati come se volessimo vincere pure quella partita! Pieni di orgoglio abbiamo deciso poi di farci sostituire dai nostri figli. Il tuo Gabriele tra i pali, senz’altro migliore di te nelle uscite – detto tra di noi, Felice – e poi James, Cristiano, Giorgino e i figli di Nanni, Petrelli, Martini, Re Cecconi, Frustalupi e così via. Ci brillavano gli occhi! Starei ore ancora a raccontare, ma la botta è stata devastante».

BANDA«La banda di anno in anno si assottiglia. Ma anche quando rimarranno solo due di noi e uno dei due volerà in cielo, sono sicuro che l’altro – dopo un po’ di esitazione – lo chiamerà e gli dirà: ‘fermati, che vengo anche io!’. Vorrei terminare con dei versi di Felice che questa mattina mi ha mandato Giancarlo. Dice Felice: ‘La Lazio non è una squadra di calcio, la Lazio ti entra dentro, ti cattura, è lei che ti sceglie. E come i giovani figli di Sparta attrae a sé solo chi è disposto a soffrire, perché quando c’è la Lazio di mezzo non c’è mai nulla di facile’. Questo lo pensavamo, lo pensiamo tutt’ora e lo penseremo. Ciao Felice!».