Emergenza Coronavirus, Mignogna: «La FIGC non ha norme approntate»

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Gian Luca Mignogna ha detto la sua sull’Emergenza Coronavirus, approvando pienamente le parole di Diaconale

L’Avvocato Gian Luca Mignogna, intercettato dai microfoni di Radio Centro Suono, ha detto la sua dopo le dichiarazioni di Arturo Diaconale, il portavoce della Lazio:

«Che cosa potrebbe accadere? Ne ho lette di tutti i colori in questi giorni, se il campionato dovesse essere sospeso come chiesto a gran voce dal ministro Spadafora, dal presidente del CONI e dall’AIC, non c’è nessuna norma già approntata da parte della FIGC. Si tratta di una situazione che non mai si è verificata nella storia, fatta eccezione per la sospensione del 1915 che non è assolutamente pertinente, essendo stato un campionato organizzato su base territoriale e non a girone unico. Come accade in altri sport si potrebbe assegnare il titolo a chi è in testa, ma in quel caso servirebbe aver disputato i 2/3 del campionato e quindi bisognerebbe recuperare le partite della venticinquesima giornata che sono state rinviate. Questo non esclude che la FIGC possa battere altre strade, istituendo una Commissione chiamata anche a decidere qualificazione alle coppe europee e retrocessioni. In questo caso però si potrebbero aprire scenari imprevedibili».

COPPE – «Credo sia importante sottolineare anche un altro aspetto: abbiamo visto le istituzioni, politiche e calcistiche, premere per applicare soluzioni diverse. Dalle partite trasmesse in chiaro a quelle giocate a porte chiuse, fino alla sospensione del campionato. È giusto fare di tutto per evitare i contagi di un virus che rischia di intasare le terapie intensive che sono già al collasso. Ma se si insiste con tanta fermezza nel voler sospendere il campionato, credo che allora sia inevitabile anche lo stop alle coppe europee per le squadre italiane, così da non mandare giocatori italiani a giocare in paesi dove l’epidemia è ancora sottotraccia. È assurdo evitare i contagi in Serie A ed esporre i giocatori al virus in altre competizioni: a fronte di questa emergenza credo sia doveroso sospendere tutto per la tutela della salute nazionale, compresa quelle di squadre, tecnici e staff».

DIACONALE – «Condivido al 300% le parole di Arturo Diaconale, parole che esprimono probabilmente anche il pensiero del presidente Lotito. Nel 1915 è avvenuto qualcosa di vergognoso, qualcuno si è portato a casa un titolo con dei sotterfugi e soltanto dopo un secolo siamo riusciti a fare luce sulla vicenda. Anche se, dopo tutto questo tempo, ancora non è stata presa una decisione che permetta ai laziali di fregiarsi del primo Scudetto della Capitale. È chiaro che all’epoca non c’erano i mezzi di comunicazione di oggi, ma il pericolo è che anche quest’anno si possa veder sacrificato un sogno non per questioni umanitarie o sanitarie sacrosante, ma per interessi campanilistici mascherati da quelli per la collettività. In questo credo che Diaconale abbia fatto bene ad essere molto chiaro»