Emergenza Coronavirus, Vulpis: «Questa mattina capiamo davvero la libertà»

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L’Emergenza Coronavirus si è trasformata in misure stringenti: l’Italia è tutta zona rossa. Le parole di Vulpis

L’Italia tutta zona rossa. Lo ha annunciato il premier Conte in conferenza, lo ha ribadito il nuovo decreto. Misure stringenti che condizioneranno la vita di ogni cittadino. Sulle frequenze di Radiosei, il giornalista di Sporteconomy Marcel Vulpis ha detto la sua:

LIBERTÀ – «Chi sta uscendo davvero male è l’immagine di un’Unione Europea che non sta neanche coordinando gli interventi per la salute pubblica. Questo è ancora più grave rispetto all’assenza di una politica economica. Al momento l’Europa è un assente ingiustificato, bussiamo alla sua porta e non risponde nessuno. Dovevamo fare quest’operazione almeno tre settimane fa, ciò avrebbe sicuramente portato ad un migliore contenimento del contagio e ad un numero inferiore di morti. Siamo stati sul pezzo, ma abbiamo avuto paura nell’introdurre misure di restrizione della libertà in un paese che probabilmente è il più ‘liberal’ possibile. Questa mattina capiamo davvero il valore della libertà. Da oggi girerò con il tesserino da giornalista nel portafoglio e posso essere fermato, devo dimostrare che sto andando a lavorare».

VIRUS – «Del virus non se ne conoscono ancora bene i contorni. Ho avuto subito la percezione che non si trattava di un’influenza, un’influenza non fa collassare i polmoni in tempi così rapidi. Qualcuno dovrà darci una risposta, i provvedimenti dovevano essere presi molto prima. Siamo stati i primi a chiudere i voli da e per la Cina, ma come è possibile che nessuno abbia detto al Governo che si poteva comunque arrivare in Italia con voli indiretti. Il mio timore è che tutto ciò non possa terminare il 3 aprile, ci può portare fortemente in recessione. Qui c’è il rischio che per mesi la nostra attività produttiva possa essere fortemente limitata. Bisogna bloccare le rate dei mutui. Mi meraviglio che non se ne parli ancora, se il paese si sta bloccando bisogna bloccare anche i costi. Bisogna capire se avremo la forza per resistere otto-dieci mesi. Alcuni virologi dicono che il picco si estenderà fino alla prima decina di aprile».

CONTAGIO – «C’è stata una fortissima sottovalutazione del virus. Non è che ci si mette molto a passare dalla Cina all’Italia. Ormai, in una società così globalizzata, non ci vuole nulla. I politici devono avere una visione di scenario su tutto, incluso dal punto di vista sanitario. L’Europeo ha l’aggravante si essere, per la prima volta, un evento itinerante, tocca dodici paesi, dodici città, dodici metropoli. O aiutiamo la gente, o non so come andrà a finire. Anche quello che sta succedendo nelle carceri, non è normale. Sono comportamenti molto pericolosi».