Simone battuto solo dagli infortuni: anche il ‘maestro’ Sarri a lezione da Inzaghi

© foto www.imagephotoagency.it

L’analisi della partita tra Lazio e Napoli, vinta dagli ospiti per 4-1, dopo una serie di infortuni che hanno decimato la squadra di Simone Inzaghi

Tutto bene, tutto perfetto, tutto riuscito. Il riassunto dei primi 45 minuti non prevede note negative o quasi. L’infortunio di Bastos complica i piani, ma viene assorbito nel migliore dei modi, arretrando Basta e inserendo Marusic. La squadra nemmeno sembra giocare con un adattato in quella zona di campo, a dimostrazione di come sia stata giusta l’interpretazione del match. Poi succede l’inimmaginabile, quello che di solito succede in un campionato intero, come spiega Inzaghi nel post partita. Tre cambi per infortunio e lo stesso Basta, arretrato per l’uscita di Bastos, è costretto a lasciare il campo e i suoi compagni in 10. Due partite nella stessa partita, entrambe durate 45 minuti. Fino a quando i biancocelesti ne hanno avuto le possibilità, seppur in super emergenza, hanno dimostrato di non esser inferiori al Napoli, anzi, per larghi tratti si sono mostrati superiori, come nella prima frazione. Solo la sfortuna e qualche errore fatto in sede di mercato dalla società, riescono a mettere spalle al muro la Lazio. Questa squadra sta facendo sognare i propri tifosi, lottando ad armi pari contro chi ha ben altre possibilità di investimento. Tre partite prima della sosta da giocare con una difesa da inventare. La garanzia però è Simone, che anche questa volta proverà ad inventarsi qualcosa. Il vero top-player di questo club è seduto in panchina e lui, salvo clamorosi colpi di scena, non potrà mai infortunarsi.

PERFEZIONE MANIACALE – «Nel primo tempo ci è riuscito tutto ciò che avevamo preparato» – queste le parole di Lulic a cui fa eco il mister. Interpretazione della partita e lettura di ogni singola situazione di gioco ancora una volta perfette. Mai in difficoltà in fase difensiva se non per un palo di Hamsik (l’occasione di Callejon sarebbe stata vanificata dal VAR in occasione di gol). Nell’altra metà campo soffre spesso e volentieri invece il Napoli, incapace di prendere contromisure al cospetto di una Lazio rapida a distendersi ogni qualvolta riconquistava il pallone. Luis Alberto ancora sugli scudi, insieme a Immobile e Milinkovic, lottano come sempre tenendo la squadra corta. Ciro costringe due volte Reina a interventi non proprio puliti e nella prima occasione disponibile si traveste da assist man e confeziona il gol del vantaggio. Capolavoro tattico ancora una volta di Inzaghi, che imbriglia anche il tanto decantato Sarri. Oggi sulle maggiori testate nazionali e non, si parlerà di un Napoli stellare, dimenticandosi quanto di buono fatto vedere dalla Lazio. Contro la mala sorte anche uno stratega come Simone fa fatica a prendere contro misure. Ai lungodegenti Nani e Felipe Anderson si sono aggiunti Wallace, Bastos, Basta, de Vrij e Milinkovic. Dopo un primo tempo in cui i biancocelesti hanno sopperito alla grande a questa emergenza, la domanda è una e sorge spontanea: come sarebbe andata se al Napoli fossero mancati Albiol, Koulibaly, Maksimovic, Hysaj, Hamsik, Callejon e Insigne?

LEZIONE TATTICA – La Lazio perde, Inzaghi vince. Conoscendo il mister questa  considerazione non gli piacerà di sicuro, come a voler ribadire che lui e la squadra che ama sono una cosa sola. Simone ha vinto e anche largamente contro il collega Sarri. Inutile ribadire le assenze e le emergenze, ma soltanto analizzando ciò, si può dedurre la preparazione o lo spirito di adattamento presenti in questo allenatore. La partita inizia e il canovaccio tattico è quello che ci si aspettava: il Napoli prova a fare la partita, ma la Lazio si difende con ordine e si distende benissimo ogni volta che può. Non vanno dimenticate le due occasioni in cui Immobile si presenta a tu per tu con Reina che puntualmente ha steso l’attaccante. Nell’area biancoceleste pochi sono i pericoli corsi, l’unico vero brivido arriva sul palo di Hamsik. Tutto secondo i piani o quasi per il tecnico biancoceleste, che aveva un chiaro intento: iniziare il possesso da dietro con Strakosha che cercava sempre i centrali di difesa, così da costringere il Napoli ad alzarsi e conseguentemente ad allungarsi tra i reparti. Strategia a cui l’allenatore partenopeo non era riuscito a porre rimedio. Sicuramente in queste tre partite prima della sosta, Inzaghi sarà in grado di inventarsi qualcosa e risollevare la Lazio dopo una sconfitta simile. Sempre lottando con un arco e una freccia, al cospetto di chi ha con se pistole e cannoni.

SOLITI ERRORI – Ah la sfortuna, maledetta sfortuna. Spesso si abusa di questo alibi, dimenticandosi degli errori fatti in passato. Premesso che anche con Hoedt o il suo eventuale sostituto la difesa sarebbe stata in super emergenza, la società non ha rimpiazzato un calciatore dal valore di 17 milioni di euro. Senza tornare sugli errori e sulle valutazioni fatte in sede di mercato, era già chiaro da tempo che il reparto difensivo non fosse stato completato; cinque calciatori che avrebbero dovuto ruotare ogni tre giorni. Vedendo lo storico di questi cinque e gli infortuni avuti in passato, probabilmente nemmeno un sesto sarebbe bastato, ma ce ne sarebbero serviti due. Dagli errori si impara, o almeno si dovrebbe. Dopo questa situazione di disagio attuale, si spera che almeno questa superficialità in alcune valutazione non ci sia più. La sorte non va sfidata, soprattutto quando in ballo ci sono calciatori come Bastos ( l’anno scorso out per un mese e mezzo).  Radu ogni anno costretto a saltare anche lui almeno lui minimo un mese di partite (per info chiedere a Reja). E de Vrij in grado di totalizzare soltanto 31 partite tra campionato e Coppa Italia nella passata stagione. Senza contare le continue sostituzioni avvenute nelle ultime partite. Quel che è stato sbagliato oramai non può più esser cancellato, ma la speranza è che dal passato si impari per migliorare il futuro. Lo meritano i tifosi, lo merita la squadra e soprattutto lo merita questo allenatore. Senza di lui e con Bielsa  probabilmente oggi la società e l’ambiente Lazio in generale, non avrebbero vissuto questi momenti così esaltanti. Aspettando Caceres a gennaio, Inzaghi prepara l’ennesimo miracolo. Lotito dice che non è mago Merlino, ma occhio, guai a sfidare Simone