Lazio, riecco i fantasmi: condizione, sfortuna e soliti errori condannano i biancocelesti

lazio inzaghi
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L’analisi della prima partita di campionato tra Lazio e Napoli, terminata con il punteggio di 1-2 per i partenopei

Ricomincia tutto come era finito. Il copione sembra lo stesso di quel famoso 20 maggio, quando l’Inter scippò sul filo di lana la Champions alla Lazio. Da lì in poi tanti fantasmi hanno accompagnato la squadra, che ha ricominciato proprio da dove aveva finito. Tra infortuni e squalifiche, pali e traverse. Palloni che non vogliono entrare, fortuna che non gira, condizione fisica precaria. Immobile illude tutti, poi torna di nuovo l’incubo. Il solito black out diventato una spiacevole abitudine. Traversa di Zielinski, gol annullato, parata di Strakosha su Milik e gol allo scadere. Otto minuti da horror, prima di prendere il pareggio, che manda il morale sotto i tacchi. Tre mesi. Da maggio ad agosto, eppure questa Lazio non sembra essere cambiata di una virgola.

CONDIZIONE – Tanti errori, sempre i soliti, ma non è questo il momento di fare processi. Inzaghi non ha potuto preparare come avrebbe voluto l’esordio in campionato. Il tecnico è stato costretto a mandare in campo Badelj, Caceres e Milinkovic, tre che si sono aggregati alla squadra soltanto nell’ultima parte di ritiro. Immobile e Luis Alberto avevano chiuso la passata stagione in infermeria e fino a qualche settimana fa, non riuscivano neanche ad allenarsi con continuità insieme al gruppo. Strakosha ha saltato praticamente tutto il ritiro, per non parlare dell’imbarazzante maledizione che ha colpito il centrocampo. Berisha infortunato, Murgia operato alla mano in settimana e in panchina giusto per dovere di cronaca. Leiva e Lulic squalificati con il povero Badelj costretto a scendere in campo dal 1’, nonostante non avesse ne la condizione adatta, ne una grande conoscenza della squadra. Partita forse non bellissima, ma mai come questa volta ci sono tante scusanti. In primis quella dell’avversario, troppo sottovalutato per via del mercato deficitario ma che presentava per 10/11, la squadra che era reduce da 91 punti nel precedente campionato. Nonostante tutte queste difficoltà la Lazio se l’è giocata per larghi tratti della partita alla pari e se fosse entrato quel palo di Acerbi, probabilmente ne sarebbe scaturito un pareggio più che giusto.

ERRORI – Che l’inizio sarebbe stato in salita lo si era capito dal giorno in cui sono stati svelati i calendari. Le prime due classificate della precedente Serie A nelle prime due giornate. A complicare tutto ci si sono messi i motivi già elencati, oltre alle solite distrazioni. Quella più clamorosa avviene in occasione del primo gol con Caceres e Radu che si addormentano sull’azione diventata il vero marchio di fabbrica del Napoli. In quei momenti la Lazio era allo sbando al romeno poteva essere vietato di rientrare in campo nel recupero dopo esser stato a terra per quasi cinque minuti. Non a caso il pareggio arriva per un suo errore, in compartecipazione con Caceres, troppo lento nel leggere il movimento di Callejon. Per il resto, poche azioni offensive degne di nota, con Milinkovic e Luis Alberto mai in partita e Immobile sempre troppo solo. Battesimo all’Olimpico superato per Acerbi, migliore in campo dei suoi. Oltre a svolgere in maniera quasi perfetta i suoi compiti difensivi, l’ex Sassuolo confeziona un perfetto assist per l’1-0 e sfiora il gol del pareggio nel finale. Per i primi giudizi sul valore complessivo della squadra bisogna aspettare. Mancano una punta e un esterno destro, tasselli che potevano rendere la squadra al livello delle altre corazzate meglio allestite. Invece anche quest’anno sarà l’ennesimo Davide contro Golia, ma la Lazio nonostante ciò, lotterà fino alla fine con tutte le armi a disposizione. Ancora una volta, anche questa volta. Zero processi, niente disfattismo. Siamo ancora all’inizio.

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