Ederson: «Ho sempre desiderato giocare nella Lazio, dopo otto anni in Francia è arrivata l’occasione»
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Ederson: «Ho sempre desiderato giocare nella Lazio, dopo otto anni in Francia è arrivata l’occasione»

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Ederson: «Ho sempre desiderato giocare nella Lazio, dopo otto anni in Francia è arrivata l’occasione». Le parole dell’ex biancoceleste

Ai microfoni di Lazio Style Radio è intervenuto Ederson per celebrare il decennale del 26 maggio. Le sue parole:

PAROLE– «Io ho sempre desiderato giocare nella Lazio, dopo otto anni in Francia è arrivata l’occasione. È iniziata benissimo, ho segnato subito nella prima partita da titolare poi purtroppo alcuni infortuni mi hanno portato difficoltà e quindi non sono riuscito a fare tutto quello che avrei voluto. Nonostante questi problemi, sono stato felice e qualche volta ho potuto regalare qualche gioia ai tifosi. Poi questo 26 maggio sarà indimenticabile, per me i tifosi e la società. È stato bellissimo vincere quella finale, aggiudicarsi il titolo »

SULLA SQUADRA– «Sicuramente avevamo un gruppo bellissimo, stavamo benissimo insieme. Ci divertivamo. Ricordo un lavoro che abbiamo fatto con Sandro Corapi che è stato determinante perché era un momento difficile e siamo riusciti tutti insieme a venirne fuori e a vincere la Coppa. Sicuramente abbiamo preparato benissimo la finale, siamo andati a Norcia e abbiamo lavorato li per qualche giorno. Credo che la squadra si sia meritata la vittoria, è stato un derby durissimo. Il gruppo ha fatto la differenza »

ATTEGGIAMENTO– «Vedendo l’atteggiamento della squadra in campo, era quello di una squadra che voleva vincere a tutti i costi. Bellissimo da vedere, io avevo una sensazione di voler essere in campo per mangiare il pallone. Era la volontà di tutti e si vedeva benissimo, sentivamo di essere sulla strada giusta. Sapevamo che sarebbe stata difficile, con pochissime occasioni da gol e così è stata. Il lavoro mentale è stato fondamentale. Il percorso in Coppa ha dato fiducia e fatto dire che sarebbe stato il nostro anno, è stato difficile ma siamo riusciti a vincere. Come la semifinale contro la Juve. Sapevamo che quell’anno sarebbe stata nostra. È stato un percorso che ha dato dei segnali che sarebbe stato l’anno della Lazio. Un regalo di Dio. Siamo stati fortunati ad aver vissuto questa occasione »

FESTA– «Ho tanti bei ricordi. Già allo stadio dopo la gara, bellissima la festa dei tifosi. Poi siamo andati in un ristorante vicino a Ponte Milvio dove ci stavano tantissimi tifosi. Un momento così si vive poche volte nella vita, ci voleva festeggiare. Se mi manca Roma? Da quando sono andato via non sono più tornato, mi manca tantissimo. I laziali e la gente che incontravo era sempre molto gentile »

FELIPE ANDERSON– «Io mi ricordo benissimo il suo arrivo. Sono stato uno dei giocatori che lo ha più aiutato dopo il suo arrivo. Veniva da un infortunio alla caviglia subito al Santos, aveva male e aveva l’ansia di stare bene per cominciare a giocare con la Lazio. Ho cercato di aiutarlo tantissimo, anche con la lingua. Il gruppo, tutto, ma soprattutto i brasiliani abbiamo cercato di fare il massimo per farlo sentire bene. Mi fa molto piacere aver visto il suo percorso. All’inizio non aveva molta pazienza, ma si vedeva che aveva tanto da dare. Sapevamo che sarebbe diventato il giocatore importantissimo che è oggi. È arrivato un professionista, Saverio Militano il nutrizionista. Felipe è stato uno di quelli che lo ha seguito benissimo e questo lo ha aiutato. Lui è esplosivo, con tanta velocità e quando ha iniziato a cambiare alimentazione è diventato un altro calciatore »

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