Il ds Marino: «Io alla Lazio? Onorato, ma non hanno bisogno di me»

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Dopo l’approdo in finale dei biancocelesti, il ds Marino si complimenta con squadra e società per il traguardo raggiunto. E sulla sfida di domenica…

Domenica sarà Lazio-Napoli. Scontro diretto per un posto in Champions. Inzaghi mantiene un profilo basso, ma non pensare all’Europa dei grandi è impossibile. Quattro punti dividono le due squadre e quel che è certo è che sul campo dell’Olimpico andrà in scena un gran spettacolo. Pierpaolo Marino – ex ds di Napoli ed Atalanta – intercettato dai microfoni di Radio Incontro Olympia commenta così l’accesso in finale dei biancocelesti e la sfida coi partenopei: «Devo complimentarmi con la Lazio, con Inzaghi, Tare e Lotito. Stanno facendo un lavoro straordinario. Insieme all’Atalanta sono la sorpresa di questo campionato. Il Napoli con la Juventus ha giocato bene. Sarà una squadra arrabbiata ma anche preoccupata che i biancocelesti possano assaltare il terzo posto. Mi meraviglierei di non trovare i partenopei concentrati». Insigne ed Hamsik saranno le vere insidie: «Io sono andato via da 8 anni e ci sono ancora Hamsik e Insigne tra i titolari. Insigne l’ho tesserato che aveva 12-13 anni. E’ stato uno dei primi ragazzini delle giovanili del nuovo Napoli Soccer. Credo fosse il 2005 o il 2006. Mi ricordo che costò poche migliaia di euro. Un premio di preparazione. Adesso è un top player. In quale grande squadra non giocherebbe? Probabilmente solo nella Juventus non le giocherebbe tutte. Ma una ventina sì. Hamsik è un profilo globale, incredibile. Calciatore da Real Madrid. Anticipai tutte le altre comprandolo quando il Napoli era in B e pensavo alla A dell’anno dopo. Non badammo ai 5 milioni per un ragazzino che aveva appena debuttato nella serie cadetta. Hamsik è rimasto senza clausola rescissoria e perché è legato ormai alla città. Appartiene secondo me ormai alla categoria delle bandiere». 

E sul mercato dei capitolini: «Keita è il primo obiettivo del nuovo Milan. Tare non ha bisogno di consigli. Si è mosso benissimo negli ultimi anno dando via chi doveva andar via. Ha sempre dimostrato di avere le idee. Avere le idee non è da poca. La Lazio è un esempio di strategia tecnica e manageriale. Immobile? E’ un po’ del discorso degli argentini. I napoletani tutti vorrebbero tornare a casa. E’ un pericolo futuro che può accadere. Il Napoli l’occasione l’ha avuto questa estate ma la Lazio ha bruciato tutti. Adesso non è facile portarlo via. Pagato 9 per me adesso vale più dei 30 milioni pagati dal Borussia Dortmund anni fa». 

Un posto alla Lazio? «Su questi argomenti preferisco sorvolare. Sono onorato di essere accostato. Sono amico di Lotito e di Tare. Ritengo che non abbiano bisogno di una figura come me. Non conosco l’organizzazione della Lazio ma visti i risultati credo stiano bene così».