Funerali Diabolik, nessun accordo tra famiglia e Questura: notificato un nuovo divieto

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Diabolik, non è arrivato l’accordo tra la famiglia e la Questura relativa ai funerali: alla figlia è stato notificato un nuovo provvedimento

AGGIORNAMENTO ORE 19 – Come riporta l’Adnkronos, non è stato raggiunto alcun accordo sui funerali di Fabrizio Piscitelli. Dopo l’incontro di ieri a San Vitale, oggi la figlia Giorgia è tornata in Questura. La famiglia è rimasta sulle proprie posizioni ed è stato notificato un nuovo provvedimento di divieto di funerali pubblici generico, senza indicazione di data.

AGGIORNAMENTO ORE 17 – Secondo quanto riportato da Il Tempo, ieri a San Vitale c’è stato un nuovo incontro tra la famiglia Piscitelli e la Questura di Roma e, da quanto si apprende, ci potrebbe essere qualche apertura da parte della polizia sull’orario e sul numero dei partecipanti.

Sembra non avere pace, neanche ora, Fabrizio Piscitelli. Ieri infatti erano previsti i suoi funerali, in forma privata come deciso dalla Questura di Roma, ma come già era stato preannunciato né la famiglia, né gli amici, né gli ultras si sono recati a Prima Porta, così come chiesto dalla moglie Rita Corazza. Funerali quindi a data da destinarsi e come riporta il Corriere dello Sport la famiglia di Diabolik ieri è tornata nuovamente in Questura, c’è un dialogo aperto: da Roma chiedono solo sicurezza, i parenti chiedono che ci sia un funerale del tutto normale in una qualsiasi parrocchia romana.

IPOTESI CREMAZIONE – La famiglia sarebbe intenzionata anche a cremare il corpo e al cimitero Flaminio le cremazione hanno un’attesa di 3/4 giorni dopo la presentazione della documentazione. Queste le parole di Giovanni Arcudi, responsabile del servizio di Patologia forense per le procure dell’istituto di Tor Vergata. «Non c’è un regolamento che impone un limite alla permanenza delle salme nelle celle frigorifere dell’istituto di Tor Vergata, ma di fatto ci sono esigenze logistiche legate alla capienza». Nel mentre potrebbe essere organizzata una messa in suffragio in una chiesa nei pressi di Via Amulio (sede storica degli Irriducibili).