
Paolo Di Canio, ex giocatore della Lazio analizza il momento della squadra di Gennaro Gattuso e spiega i motivi della partenza positiva dei biancocelesti
L’avvio di stagione della Lazio ha raccolto consensi anche tra gli ex protagonisti della storia biancoceleste. Tra questi c’è Paolo Di Canio, che durante la Sanremo Padel Experience ha commentato il nuovo corso della squadra guidata da Gennaro Gattuso, soffermandosi sulle motivazioni che hanno permesso al gruppo di partire con il piede giusto.
Secondo l’ex attaccante, alla base dei risultati ottenuti dalla Lazio ci sarebbero soprattutto la gestione del tecnico, la voglia dei nuovi arrivati e un atteggiamento mentale diverso rispetto al passato. Un mix di elementi che, secondo Di Canio, sta permettendo alla squadra di trovare rapidamente identità e compattezza. Il primo aspetto evidenziato da Paolo Di Canio riguarda il lavoro svolto da Gattuso nella gestione dell’ambiente biancoceleste. L’ex calciatore ha sottolineato il modo diretto con cui l’allenatore ha affrontato il tema degli obiettivi stagionali, senza creare aspettative eccessive. Le sue parole:
«Gattuso ha pacificato la situazione in maniera netta, schietta, senza paternalismi né pietismi. Quando risponde a Fabiani sugli obiettivi del club dicendo “non illudiamo la gente”, non lo fa perché è contro il dirigente, ma perché sa cosa significhi mettere adesso pressione su questi giocatori. Nuovi giocatori? Sono arrivati da poco, molti sono quasi sconosciuti, ma sono giocatori che vogliono arrivare, che hanno fame e sanno di avere una grande occasione».
L’ex attaccante ha inoltre parlato del particolare momento vissuto dai calciatori biancocelesti, che non hanno ancora potuto vivere pienamente il calore dell’Olimpico a causa della situazione legata allo stadio. «Adesso non ci sono i tifosi all’Olimpico e credo che per alcuni di loro sia anche strano. Sono arrivati alla Lazio, in un grande club, magari provenendo da realtà molto diverse, e probabilmente immaginavano di trovarsi davanti quarantacinquemila persone e una Curva piena. Invece non hanno ancora potuto vivere tutto questo in casa».
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Di Canio indica la sfida dei giocatori: riportare i tifosi allo stadio
Per Di Canio, però, l’assenza del pubblico può trasformarsi anche in uno stimolo ulteriore per la squadra. L’ex biancoceleste ha citato l’esempio delle trasferte, dove il sostegno dei tifosi della Lazio è rimasto comunque molto presente.
«A Udine, per esempio, sembrava che la Curva fosse stata trasportata lì, con il tifo e le coreografie. E allora un giocatore può anche pensare: “Se facciamo bene, magari questi tifosi tornano”. È una sfida in più, oltre a quella del campo: riportare la gente allo stadio. Questi ragazzi hanno tutto l’interesse a farsi vedere, a mettersi in mostra. Devono dimostrare di poter rimanere alla Lazio e magari, un giorno, fare anche un ulteriore salto di qualità, farsi notare in Italia o da qualche grande club internazionale».
Una Lazio giovane e affamata che, secondo l’ex attaccante, può contare sull’energia di giocatori desiderosi di sorprendere e sulla guida di un allenatore capace di valorizzarli. «Quando costruisci una squadra con giocatori di questo tipo, magari qualcuno avrà più carattere e qualcuno meno, qualcuno più personalità e qualcuno meno, ma una cosa la sai: a livello di atteggiamento e di voglia non ti tradiscono. Hanno tutti l’attitudine per stupire guidati da un allenatore che sa metterli in campo».