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Delio Rossi: «Sarri ha bisogno di tempo, giusto salutare Inzaghi»

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Intervista a Delio Rossi, ex allenatore di Lazio e Fiorentina, sulla Serie A. Ecco il suo pensiero dopo le prime 7 giornate

Ha allenato Lazio, Palermo, Fiorentina, Foggia e la lista è molto lunga. Ha vinto una Coppa Italia, ha conquistato salvezze e promozioni, facendo giocare molto bene le squadre. Stiamo parlando di Delio Rossi, ultima esperienza nel 2020 sulla panchina dell’Ascoli, si sente finito nel dimenticatoio, fuori dal giro, ma è un allenatore che ha ancora tanto da dire. Ci sono tre tipi di allenatore afferma: i maestri, gli intermedi e i gestori. E lui – anche se non lo dice – fa sicuramente parte della prima categoria. E in una lunga chiacchierata con CalcioNews24.com, si è soffermato sui temi più caldi del nostro calcio. Dal Napoli alla Lazio, passando per Simone Inzaghi, la Juve, De Zerbi e anche la Nazionale. Ecco cosa ci ha raccontato in esclusiva.

La Lazio ha cambiato puntando su Sarri e sul sarrismo. Delle big è quella che sta riscontrando più problemi. Perché? La rosa della Lazio è adatta a Sarri? Sarri è adatto alla Lazio?
«E’ una domanda abbastanza intrigante e difficile cui rispondere. Fermo restando che vale quanto ho detto prima: era giusto che Simone andasse a iniziare una nuova avventura altrove, era giusto che la Lazio andasse a prendere un nuovo allenatore e quando la Roma prende Mourinho tu devi rispondere con un allenatore altrettanto ‘di grido’ e chi meglio di Sarri. Poteva andare a prendere lo Juric della situazione, ma non ha un appeal come quello di Sarri, e paradossalmente se la Roma avesse preso il Di Francesco della situazione, forse la Lazio non avrebbe preso Sarri. L’attuale tecnico della Lazio è un allenatore diverso rispetto a Simone, è un allenatore più maestro, ha bisogno di tempo. Simone è più simile ad Allegri e Ancelotti. Io penso che ci siano tre categorie di allenatori: i maestri come Zeman, Italiano, lo stesso Sarri, allenatori intermedi come Ancelotti, Inzaghi, e allenatori gestori come Zidane, Capello, meno maestri ma che curano meno il dettaglio, lo stesso Mourinho si avvicina ai secondi, è fra i secondi e i terzi, gioca più sulle motivazioni e sul carattere. Sarri sicuramente ha bisogno di tempo. E’ un allenatore che ha iniziato col 4-4-2, poi ha avuto successi con l’Empoli con il 4-3-1-2, pensava di giocare così a Napoli ed è passato al 4-3-3 e ha fatto dal punto di vista estetico forse il calcio più bello. Ha avuto successi con la Juve, e ha rivisto il suo modo di intendere il calcio, e con il Chelsea, non ha mai toccato livelli estetici come a Napoli. Secondo me ha qualche problema con qualche giocatore, perché quando scegli un sistema di gioco, e se non ti vendono i giocatori e ti comprano quelli ‘più bravi’ di quelli che hai, devi usare le eccellenze che hai che sono Leiva, Acerbi, Luis Alberto, Milinkovic-Savic. Poi c’è Lazzari che è un esterno destro, un quinto, può fare il quarto ma ha bisogno di tempo. E’ normale che ci siano difficoltà in questo momento, se riuscirà a risolverle in tempi brevi non lo so perché nel momento stesso in cui alleni dei giocatori che hanno ottenuto risultati e la mente umana se ottiene dei risultati dice ‘perché devo cambiare se le cose andavano bene?’. Facendo paradossalmente più fatica perché richiede maggior sacrificio, maggior dispendio di energie mentali e se non vengono i risultati subito c’è il rischio di mettere in dubbio l’efficacia di quello che ti propone l’allenatore: questo penso sia il pericolo più grande».

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