“Così le donne rovinano i calciatori”: lo svela Saha nel suo libro

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Cosa accomuna giocatori di squadre blasonate e dalle risorse economico-finanziarie inesauribili?Semplice. I rapporti extra-coniugali. Prendete ad esempio Patrice Evra, il forte terzino del Manchester United, e mettetelo in una stanza di un lussuoso hotel parigino con una donna che non è sua moglie. Oppure Wayne Rooney, il simbolo della stessa compagine inglese, reo di intrattenere una relazione parallela con la escort più famosa del paese. Talmente bella lei da far capitolare anche Mario Balotelli, l’allora centravanti dei cugini del City. Tralasciando in questa sede i dettagli riportati nelle pagine (290, non proprio poche) del libro, è evidente che Saha cerca di concatenare le descrizioni piccanti agli elementi di analisi, per poter trovare delle risposte a quel “pezzo di vita che stupirà, commuoverà, intrigherà, appassionerà e farà riflettere il lettore”Due elementi chiave rilevati.

Primo elemento: l’ingenuità può costare molto cara. “Siamo onesti: le donne rappresentano la più grande tentazione”, riconosce crudamente l’attaccante transalpino. “Esse rappresentano il tallone di Achille per ogni giovane calciatore, in quanto succede che le ragazze rivendono a cifre esagerate quelle notti ai giornali scandalistici. E’ difficile stabilire a chi credere, e subito si entra in paranoia per quello che riguarda le donne. Di conseguenza si spiega perchè molti calciatori preferiscono le professioniste”.

Secondo elemento: massima garanzia (in principio). “i calciatori pagano molto più dei clienti. E’ il prezzo del silenzio”, aggiunge Saha. “Come si riassume la vita di un calciatore? Due ore di allenamento la mattina, i figli da accudire (per chi ne ha), interviste, poker con amici. Molto tempo libero, che ognuno utilizza a proprio piacimento”.

Probabilmente Saha è d’accordo con l’aforisma dello scrittore Chamfort, suo connazionale vissuto nel 700, secondo cui “ vi sono delle p…… che trovano il modo di vendersi, ma non saprebbero trovare quello di darsi”. Un monito per i calciatori.

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