Inzaghi: «Sento la fiducia della società. Il ritiro non è stata una punizione per la squadra»

Inzaghi
© foto S. S. Lazio

Simone Inzaghi ha parlato all’interno della sala stampa di Formello per presentare la sfida di domani tra Lazio e Sampdoria

Una settimana non certo semplice per la Lazio, attesa domani dal match casalingo contro la Sampdoria di Giampaolo. Così Simone Inzaghi ha presentato la sfida contro i blucerchiati. Ecco le sue parole:

Come commenta le parole del presidente?

Penso che le parole di Lotito e Tare siano state delle belle parole di cui non avevo bisogno. La loro vicinanza me la confermano quotidianamente. Questa settimana si è detto e parlato troppo, per fortuna conosco questo ambiente da 20 anni. E’ mia premura far si che questa squadra vada come una Ferrari. Sono rimasto deluso dall’approccio con Apollon e Chievo. Probabilmente fosse entrato il palo di Immobile però, sarebbe stata una settimana diversa, con giudizi differenti. Veniamo da un buon secondo tempo di Verona. Ora abbiamo analizzato bene tutto e siamo pronti a ripartire.

Cosa non va?

Ci tengo a dire che il ritiro non è stato punitivo ma ci è servito per analizzare i problemi e per stare insieme. Ci siamo concentrati sulle cose che non sono andate nelle ultime partite. Senza dimenticare che siamo quinti a -1 dalla quarta e nei sedicesimi di Europa League.

Obiettivo Champions?

Non deve essere un’ossessione, veniamo da due quinti posti anche se due anni fa eravamo quarti e abbiamo mollato a tre partite dalla fine. L’anno scorso quarti a pari merito. Sappiamo quali sono i nostri obiettivi, ma non deve diventare un’ossessione. Questo allo stesso tempo non può diventare un alibi.

Un commento sulle parole di Nicchi?

I fatti dell’anno scorso sono ben noti. Ho detto che non avrei più parlato di arbitri e Var. L’ho ribadito anche quest’anno. Se uno ripensa alla passata stagione ci si ricorda dell’ultima partita con l’Inter, ma sappiamo che ci sono stati anche dei fattori esterni a condizionare i nostri risultati.


Come è andato il ritiro?

Abbiamo fatto una bella analisi, non è stato un ritiro punitivo, ma condiviso. Volevamo analizzare ciò che non ci era piaciuto nelle ultime due gare. Nello stesso siamo stati insieme e abbiamo avuto modo di lavorare sulle nostre certezze. Non va dimenticato che siamo nella stessa situazione dello scorso anno.

Come sta la squadra? 

Avremo ancora due allenamenti. Marusic non ci sarà, Leiva sta tornando piano piano col gruppo. Oggi credo lavorerà a parte, probabilmente non giocherà ma adesso valuterò attentamente. Deciderò bene domani, abbiamo tante partite ravvicinate. 

Il momento di Milinkovic e analogie e differenze col ritiro del 2016

Due anni fa era tutto nuovo per me, di analogie ce ne sono poche. Questo non era un ritiro punitivo. Per quanto riguarda Sergej sono orgoglioso di allenarlo e devo dire che sta crescendo. Lui va di pari passo con la Lazio. Milinkovic come i suoi compagni aveva abituato tutti bene. Lui è intelligente e sa così come il resto della squadra che forse deve dare di più. Ci tengo a sottolineare che di sei squadre italiane in Europa siamo gli unici ad esserci qualificati con due turni d’anticipo.

Un commento sulla Sampdoria….

La Samp è molto organizzata con un bravissimo allenatore. Verranno a Roma per fare la loro partita, ma noi dobbiamo vincere per far si che la nostra classifica sia sempre migliore.

Luis Alberto, Correa o Caicedo ne giocherà sempre e solo uno?

Sto pensando anche a farne giocare 2 su 3. Con un attaccante in più domenica abbiamo fatto meglio. C’è questa opzione. Per il momento la utilizzo a partita in corso, ma non nego che più avanti potrei usarla più spesso, magari anche dall’inizio.

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