Champions League, Uva: «Porte aperte in finale dipende dalla Nazione ospitante»

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Il vicepresidente UEFA Michele Uva ha fatto il punto sulla scelta di disputare il resto della Champions League in Portogallo

Intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss, il vicepresidente UEFA Michele Uva ha spiegato la scelta di giocare il resto della Champions League in Portogallo, parlando anche della possibilità di disputare la finale a porte aperte.

«Final Eight per la Champions? Sarebbe una formula d’emergenza. Nel triennio 2021-24 si tornerà alla normale formula. Sono state valutate tante opzioni in questi mesi. Mettendo sempre davanti la salute dei giocatori, degli staff, dei giornalisti. La scelta è ricaduta su Lisbona perché c’erano determinate garanzie. Non c’è nessuna squadra portoghese nei quarti di finale e ovviamente diventa un campo neutro per tutti. Da italiano mi aspetto una finale tutta italiana, ma so bene che non è facile perché ci sono grandi squadre. Europeo? Lo spostamento dell’Europeo al 2021 è il frutto di un’assunzione di responsabilità da parte della UEFA. Qualsiasi scelta ha un impatto sulla base della piramide, come sul vertice. Tifosi allo stadio per la finale di Champions? Alla finale di Champions mancano due mesi. Non dipenderà dalla UEFA ma dalla Nazione ospitante. Sarebbe un sogno per tutti. La scelta devono prenderla gli organismi di competenza».

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