Lazio, Brosio: «Sono fuori dal normale, Milinkovic un fenomeno»

Europa League
© foto foto Antonello Sammarco/Image Sport nella foto: Sergej Milinkovic-Savic

Paolo Brosio, tifoso della Juventus, fa i complimenti alla Lazio e dice chi prenderebbe dalla rosa biancoceleste

Lazio e Juventus, alla ripresa della Serie A, si daranno battaglia per la conquista dello Scudetto. Paolo Brosio, volto noto della televisione e tifoso bianconero, ha detto la sua a Radio Incontro Olympia: «Il fatto che il rush finale si giochi in piena estate mi garba tanto, è come se avessimo prolungato il desiderio del calcio. I giocatori si sono riposati, si sono allenati. La tragedia rimane, per l’amor di Dio, ma noi ora arriviamo nella bella stagione e ci sono le due semifinali di Coppa Italia, la finale e poi la ripresa del campionato. Poi ad agosto c’è la Champions, io sono gobbo, quindi meglio di così…».

SCUDETTO – «Io ho un po’ il debole per la Lazio. Quando giocavamo i derby del cuore all’Olimpico ho sempre vestito la maglia biancoceleste. Non lo so il perché. Comunque c’è sempre stato antagonismo tra Juve e Roma. Duello scudetto? La Lazio è una cosa fuori dal normale: tra Tare, il presidente, gli osservatori che fanno capo a Tare, per me sono dei fenomeni. Pur non avendo un tanti soldi da spendere, riescono ad acquistare giocatori di valore che nel loro campionato si sono messi in mostra e vengono soffiati al volo alla concorrenza, tanto di cappello, non ne hanno sbagliata una».

MILINKOVIC – «Io vorrei rubare alla Lazio, visto che abbiamo solo attaccanti forti, un centrocampista atletico, con i piedi buoni, di peso, che abbia carattere e che sia anche in grandi di spostarsi nell’ultima mezz’ora e di andare a fare il centravanti. Parlo di Milinkovic, è un fenomeno. L’ultimo Juve-Lazio? Dopo tanto tempo che non andavo allo stadio, mi è arrivata una telefonata da parte dell’ambasciata dell’Arabia Saudita, dove hanno organizzato la Supercoppa, per andare a seguire la finale a Riyad. Abbiamo preso una mazzata dalla quale ancora non mi sono ripreso. Tra l’altro lì non si poteva nemmeno urlare perché erano tutti tranquilli, tutti coperti, io qualche moccoletto l’ho tirato (ride ndr)».

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