Serie A, Avv. Mignogna: «Firmate la nuova petizione, è importantissima»

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© foto foto Antonello Sammarco/Image Sport nella foto: telecamera pallone

L’avvocato Mignogna ha lanciato una nuova petizione per cercare di convincere il Governo a non fermare la Serie A e gli altri campionati

La Serie A rischia di non ripartire, come gli altri campionati italiani. Con lo stop del calcio in Italia si arriverebbe al declino anche economico. Per questo si è mosso in prima persona l’avvocato Mignogna, che a Radiosei ha rivelato:

«Le parole del Ministro Spadafora di ieri sera sono preoccupanti. Da un lato ha detto che, evidentemente perché i suoi stessi colleghi di governo l’hanno ripreso, farà di tutto per far ripartire il campionato. E dall’altro ha fatto intendere che il Governo sarebbe pronto ad assicurare le necessarie coperture economiche alle società che andrebbero incontro a gravi difficoltà finanziarie. Quindi mi sembra si stia preparando la strada alla definitiva sospensione. In un momento così delicato è gravissimo pensare di distogliere fondi a tutti i cittadini che hanno bisogno di sostentamento per sopperire alle carenze economiche di qualche società professionistica. Speriamo che l’incontro tra i due comitati scientifici, del governo e della FIGC, sia positivo. Ho parlato con Capua, che fa parte del comitato scientifico della FIGC, e so che ha portato un protocollo a prova di virus. Auguriamoci che le cose rientrino altrimenti la finanza pubblica ne risentirebbe. Invito tutti i tifosi e gli sportivi a firmare il “No” allo stop del calcio per Decreto. Anche le altre federazioni europee stanno valutando ogni ipotesi per concludere i campionati in sicurezza, non si comprende perché non dovrebbe farlo la FIGC. Non capisco anche perché si dovrebbe annullare questa stagione per poi ripartire a settembre con la prossima. Firmate questa petizione, è importantissima. So che non è emozionante e suggestiva come quella per lo Scudetto del 1915, ma vale la pena farlo. I numeri in ballo sono altissimi: si rischia di compromettere non solo il calcio, ma tutto l’indotto che ruota attorno al calcio. Ci sono circa 50 mila posti di lavoro in gioco, sarebbe un grave danno per le casse dell’erario, le altre federazioni sportive vedrebbero contratti i loro introiti. Sarebbe un guaio incolmabile non so per quanti anni. Noi cittadini cosa possiamo fare? Firmare petizioni come questa. Il blocco del campionato serve a certe squadre, di sicuro non alla Lazio. Fermare il calcio italiano sarebbe un danno enorme».

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