Una Lazio double-face conquista due vittorie: una sul campo, l’altra sugli spalti…

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L’analisi di Lazio-Crotone, terminata con il risultato di 4-0 per la squadra di Inzaghi grazie ai gol di Lukaku, Immobile, Lulic e Anderson

Brutta il primo tempo, bella il secondo. Lazio a due volti, Lazio da tre punti, come non accadeva da due mesi in casa. Lazio da porta inviolata, a cui non si era più abituati. Mette la freccia e passa con Lukaku la squadra di Inzaghi, poi si mette tutto in discesa. Assist e gol per Immobile che insieme al pallone scaglia in porta tutti i cattivi pensieri di un periodo difficile. Ritrova la rete e si riprende la Lazio Ciro. Torna ad essere determinante per il risultato e si avvicina ad Icardi, primo nella classifica dei marcatori con 17 gol. A sabato l’appuntamento per il duello ravvicinato tra i due migliori goleador d’Italia. Prima però c’è una tappa importante per la Lazio. Vietato sbagliare nel boxing day con la Fiorentina. Quarti di finale di Coppa Italia contro l’ex Pioli che torna all’Olimpico dopo la burrascosa partita di un mese fa. Questa volta oltre ai tre punti ci sarà in palio una qualificazione alle semifinali. Coppe e campionato, la Lazio non lascia niente. Un turnover intelligente come a quello di ieri per arrivare in fondo a tutte e tre le competizioni. Inzaghi ha fiducia nel suo gruppo e non vuole accontentarsi. Nessuna priorità, si lotta su tre fronti; con la speranza che la Supercoppa di agosto non resti l’unico trofeo stagionale.

TURNOVER RAGIONATO – “Non esistono partite più importanti o meno importanti”: questo è il messaggio mandato da Inzaghi ai suoi ragazzi nella partita contro il Cittadella. Niente turnover massiccio ma in campo il giusto mix, così come è stato fatto ieri. Primo tempo brutto e giocato sotto ritmo dalla Lazio, troppo lenta e prevedibile nel giro palla. La manovra non era fluida e il Crotone ben messo in campo, non correva praticamente mai pericoli. Più che i cambi di formazioni nei primi 45’ di ieri ha inciso l’atteggiamento, forse troppo superficiale. Oltre alla velocità sono mancati i lampi di Luis Alberto e Milinkovic, impalpabili come poche volte. Una volta trovato il gol poi diventa tutto più facile, soprattutto per una squadra dotata di un elevato tasso tecnico come la Lazio. Spazi che diventavano autostrade e gol che arrivavano a fiume. Una volta sbloccatasi questa squadra sa diventare letale con i suoi uomini di maggior qualità. Milinkovic e Luis Alberto su tutti, ma ieri si è rivisto anche il vero Felipe Anderson. Ancora per pochi minuti, anche se già da martedì potrebbe ritrovare una maglia da titolare. Ora ci sarà bisogno di ognuno di loro. Senza dimenticarci di un campione d’Europa in panchina che in carriera ha vinto tutto. Inzaghi ora ha l’imbarazzo della scelta. In quattro per due maglie. D’ora in avanti ci sarà da divertirsi…

ABBRACCIO NATALIZIO – A Natale tutti siamo più buoni, tutti siamo più generosi, tutti siamo più gentili. A Natale si sta con i propri cari e con chi si ama, per questo la gente laziale ha voluto abbracciare la sua squadra nel momento del bisogno. In casa la vittoria mancava da due mesi; due mesi in cui la Lazio ha dovuto subire le peggiori ingiustizie, a cui non si sono arresi i tifosi. E’ tornato il pubblico delle grandi occasioni all’Olimpico e di conseguenza è tornata la Lazio. Una giornata di festa, così come lo sarà quella di martedì con la Fiorentina, dove sono attesi più o meno gli stessi spettatori. La vittoria più bella di Inzaghi, come dichiarato da lui stesso, è stata quella di riportare la gente allo stadio. Ieri proprio il tecnico, ha avuto l’ennesima dimostrazione di quanto sia stato fondamentale il suo lavoro, sia in campo che fuori. Un popolo in grado di ricompattarsi nei momenti difficili, proprio come la storia insegna. I laziali ci sono ancora e sono pronti a farsi sentire. La speranza è che in futuro l’affluenza allo stadio sia sempre buona e che non ci sia bisogno di qualche ‘torto’ per far scattare la scintilla nel tifoso. Per restare nei vertici del calcio italiano, serve anche il dodicesimo uomo in campo, fattore fondamentale in partite determinanti e dal risultato in bilico fino alla fine. Ora l’ambiente sembra essersi ricompattato di nuovo. Pensavano di affossarla la Lazio, ma l’hanno soltanto resa più forte. Sempre leale e mai sola. “Vola….più in alto sempre volerà…”

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