L’ANALISI DEL GIORNO DOPO – Sfondatela voi, io proteggo ciò che amo!

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© foto @LazioNews24

L’analisi di Siviglia-Lazio, ritorno dei sedicesimi di Europa League, terminato con il risultato di 2-0 e l’eliminazione dei biancocelesti

Oggi si può dire tutto. Che la Lazio non è cinica, che la Lazio non è abbastanza forte, che la Lazio commette i soliti errori, che la Lazio non è fortunata, che se c’è un episodio arbitrale clamoroso in partita, la Lazio è sempre quella che lo subisce e mai che ne beneficia. Tutto giusto, niente opinabile. Un insieme di cose non andate nel verso giusto danno vita a tanti piccoli dettagli, che diventano grandi in un confronto ad eliminazione diretta. Soprattutto se al cospetto c’è un avversario che quella coppa l’ha vinta tre volte negli ultimi cinque anni. Uomini contati, prestazioni pessime e quei pochi calciatori a disposizione fuori forma. Il risultato è una squadra che non gira e non riesce a superare le avversità del momento. Si potrebbe parlare di Marusic, di Patric, della partita evanescente di Correa, o dell’ennesima partita piena d’errori di Lulic, ma l’ennesimo errore sarebbe prendersela con i singoli senza parlare del collettivo. Non si tratta di micro problemi, ma di macro problemi. Oggi chi si arma di critiche non costruttive vince facile. Oggi chi butta fango sulla Lazio, dopo due anni e mezzo in letargo, coglierà finalmente il suo momento di gloria. L’errore più clamoroso sarebbe pensare che la stagione finisca a Siviglia. Una semifinale di Coppa Italia alle porte precede un derby fondamentale per le ambizioni Champions. Chi è laziale non vede l’ora di vivere queste partite. Chi fa finta di esserlo e si diverte a schernire società, tecnico e calciatori, a questi appuntamenti fa meglio a starsene a casa; l’ultima cosa di cui ha bisogno la Lazio, è circondarsi di criticoni, bacchettoni e disamorati o presunti tali. La Lazio ha bisogno dei tifosi veri, oggi più che mai. La Lazio ha bisogno dei laziali!

MALEDETTA EUROPA – Nella sera in cui l’Atletico Madrid rifila una lezione di calcio alla Juventus, l’eliminazione della Lazio dovrebbe portare meno rabbia e invece niente. La regina incontrastata in Italia da sette anni, crolla con la seconda squadra della Liga; allora per quale motivo l’eliminazione della Lazio, contro una maestra della competizione e quarta in Spagna, deve passare come un fallimento? Questa è la premessa più che doverosa.
Marsiglia e Francoforte nel girone. Il Siviglia nei sedicesimi. Sembra quasi che la malasorte abbia voluto darci quello che gli arbitri italiani ci hanno tolto. La Lazio ha disputato una Champions, stando in Europa League. Le palline uscite dall’urna continuavano a mandarci segnali, ma c’abbiamo provato fino alla fine. Quella d’Inzaghi era l’unica squadra italiana ancora in lotta su tre fronti e questo resta un motivo di grande orgoglio. Soprattutto perché, nonostante i tanti infortuni, la Lazio ha giocato con i titolari una competizione snobbata da tutti. Con tante assenze, in un periodo nero come questo, i limiti si evidenziano ancor di più. Sarebbe stato giusto subire qualche gol in più all’andata e farne qualcuno ieri sera, ma alla fine la differenza reti nel doppio confronto dice +3 a favore del Siviglia. Nessuno dirà che c’era un rigore su Lulic dopo un quarto d’ora con conseguente espulsione di Mercado. Nessuno rimarcherà la severità nel rosso a Marusic. Tante cose non sono andate, tante cose da correggere. Oggi chi spara a zero sulla Lazio avrà vita facile. Da Salisburgo a Siviglia i passi in avanti fatti sembrano pochi, anzi…Passa la squadra più forte, più esperta e più fortunata. La stagione è ancora lunga, vedendo i sorteggi in questa Europa League, se la Lazio fosse passata avrebbe preso l’Arsenal o il Chelsea, quindi zero drammi. Tutto su Coppa Italia e campionato. Unica nota positiva della serata, il ritorno ad alti livelli di un bambino diventato uomo con l’aquila sul petto. Quattro anni fa sarebbe stato normale schierarlo in un Siviglia-Lazio, oggi il suo nome spunta solo nell’emergenza. Questo è sinonimo delle grandi qualità del ragazzo, ma anche della rosa, cresciuta molto negli anni. Non buttiamo tutto, salviamo il salvabile e miglioriamo le cose migliorabili. Nelle difficoltà, spuntano nuove soluzioni e aver ritrovato Danilo Cataldi, è una piccola grande notizia. Più avanti ce ne renderemo conto, oggi siamo troppo arrabbiati per una qualificazione sfumata, ma che con una maggiore cura dei dettagli, poteva essere centrata. La Lazio c’è, la Lazio è viva, la Lazio lotterà fino alla fine. E lo farà con un fratello biancoceleste, finalmente ritrovato…

Luca Palmieri