Infortuni, poca brillantezza e scelte obbligate: Lazio, benedetta sosta!

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L’analisi di Lazio-Bologna, partita terminata con il risultato di 1-1 grazie alle reti di Verdi e Lucas Leiva

Domenica pessima prima della sosta. Si prospettano 15 giorni difficili per la Lazio che in una partita rischia di compromettere quanto fatto in un anno. Vincono tutte quelle avanti e anche dietro. Due punti persi che a 9 giornate dal termine possono pesare come un macigno. Biancocelesti attardati nei confronti della Roma, oramai in fuga e dell’Inter. Senza dimenticare il Milan a -4 con una gara da recuperare. Vittoria in campionato che manca oramai da tre turni; per un motivo o per l’altro la Lazio da Sassuolo in poi non è più riuscita a trovare la via del successo. Anche ieri sera un episodio dubbio nell’area bolognese neanche rivisto dal Var, al contrario dei due che hanno visto protagonista Luiz Felipe. In questo momento però bisogna andare oltre. Oltre la classe arbitrale e le polemiche. La Lazio ha giocato una partita pessima contro il Bologna, dettata dalla stanchezza e dai tanti impegni ravvicinati. L’errore da non commettere ora è quello di pensare che sia tutto finito e la Champions non sia più alla portata. Ora più che mai, la sosta è fondamentale per ricaricare le pile e ripartire più forte. Alla ripresa ci sarà un tour de force non indifferente, che in 15 giorni, comprenderà il doppio impegno europeo e il derby.

LA SOLITA STORIA
– Eppure lo scorso anno era un punto di forza…La difesa scricchiola ancora e non dà segnali di ripresa. In Europa sembrava aver raggiunto una maggiore solidità, mentre in Italia tutti i difetti vengono messi in risalto. Nell’occasione del gol sbaglia chi non ti aspetti: Strakosha commette un’ingenuità rimettendo al centro una palla insidiosa che andava alzata tranquillamente sopra la traversa. Nessun difensore però è lesto sulla ribattuta dove arriva indisturbato Verdi. Gol a parte le ripartenze subite e le occasioni potenziali sono state tante, una salvata da un disastroso Wallace sul finire del primo tempo. L’unico intervento degno di nota del brasiliano è stato il più importante, un piede messo al posto giusto che ha salvato un gol quasi certo. Se la Lazio fosse andata al riposo in svantaggio, vedendo il secondo tempo difficilmente sarebbe riuscita a rimetterla in piedi. Detto ciò non è ignoto il motivo per cui Inzaghi continui a mettere in campo Wallace a discapito di Bastos. Le prove del brasiliano sono sempre ampiamente insufficienti, anche quando la squadra vince. Regala brividi sulla schiena a compagni e avversari ogni qualvolta tocca il pallone. Molto meglio nella ripresa l’angolano, più rapido e prestante fisicamente contro il rapido attacco ospite. Anche a Inzaghi serviranno queste due settimane di sosta per capire su chi puntare e chi accantonare in questo rush finale. Le prestazioni degli ultimi mesi hanno azzerato il margine d’errore. D’ora in poi sbagliare non sarà più possibile!

FORMAZIONE – «Perché Anderson sulla fascia?»  – la domanda sorge spontanea così come il processo alle intenzioni, iniziato più o meno all’annuncio delle formazioni. Il tecnico non ha mai schierato quest’anno il brasiliano esterno, se non per esigenze dettate dal momento o dal punteggio, così come col Genoa quando bisognava recuperare. E’ difficile pensare che sia stato costretto a farlo? Beh, se ci si sforza un po’ e si guarda oltre si intuisce perché Lukaku non sia stato schierato dall’inizio, basta guardare il suo secondo tempo…Per non parlare di Basta, in evidente difficoltà nell’ultimo periodo, come dimostra la partita di Cagliari. Inzaghi poi chiarirà in conferenza stampa che i due terzini non avevano i 90’ nelle gambe e che il belga soffre da un mese per un problema al tendine rotuleo. Quindi considerando le contemporanee assenze di Lulic, Patric e Radu, altre soluzioni non ce n’erano, senza contare Milinkovic. Probabilmente poi, il tecnico piacentino, speravo nella freschezza di Nani, il meno utilizzato in questo periodo fitto di partite, ma il portoghese non ha risposto al meglio. Nonostante ciò la sua prova non è stata disastrosa, ma di un livello pari o leggermente inferiore a quella dei suoi compagni “di fantasia”, in ombra ieri sera dopo una grande prova a Kiev. Il riferimento è ovviamente a Felipe Anderson e Luis Alberto da cui ci si aspetta di più in partite così bloccate, dove una giocata del singolo può fare la differenza. Appannato anche Immobile, che le ha giocate davvero tutte ed è arrivato stremato alla partita di ieri. Lui andrà in Nazionale, ma per molti questa sosta è un toccasana che arriva nel momento giusto. Serve ripartire per non fermarsi più. Serve ritrovare la Lazio di un tempo per non buttare all’aria otto mesi di stagione.

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