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Acerbi: «Crediamo nella Champions! Immobile è la Lazio, Milinkovic una risorsa»

Lavinia Labella

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Francesco Acerbi ha analizzato il momento che sta vivendo la Lazio e non solo, in un’intervista per i microfoni di Sky Sport

Francesco Acerbi – in un’intervista per le telecamere di Sky Sport – ha fatto il punto del momento che sta vivendo la Lazio e le possibili ambizioni europee. Ecco le sue parole:

BENEVENTO – «Dobbiamo vincere assolutamente. Domenica sarà uno scontro tra fratelli ed è sempre bello. Penso che comunque Simone, nonostante Pippo debba salvarsi, voglia vincere a tutti i costi. Noi crediamo alla Champions, anche perché, con una partita in meno, è tutto ancora in ballo. Possiamo ancora entrare tra le prime quattro».

IMMOBILE – «Deve stare tranquillo. Lui è entrato nella storia della Lazio ed è la Lazio. Penso sia normale che uno che fa tanti gol, non segnando più, si arrabbi un pochino con se stesso. Noi abbiamo sempre voglia di far bene e di dimostrare. Ma ripeto lui deve stare tranquillo, perché si danna l’anima e corre per due. Prima o poi il gol arriverà».

STAGIONE – «Abbiamo iniziato la stagione con un grande percorso in Champions, quindi le energie mentali,  fisiche e la lucidità vengono meno. Ora però si siamo raggruppati e non possiamo sbagliare più. Giocando una volta a settimana abbiamo maggiori energie. Poi questo gruppo è fantastico e ha degli uomini importanti. Stiamo facendo un grande lavoro. Difesa? Faccio i complimenti a Marusic, che sta facendo grandi cose da difensore di destra. Complimenti a tutti, perché stiamo facendo un’ottima stagione, capendo che non possiamo più sbagliare».

MILINKOVIC – «È una risorsa perché nelle difficoltà butti la palla palla in area e lui, con le sue grandi qualità, riesce addirittura a stopparla. Con lui in area, grazie a una spizzata, uno stop, un appoggio, un tiro, ha maggiori possibilità di far gol».

MALATTIA – «La malattia ti amplia il cervello e capisci tante cose che ti succedono intorno. La mia maturazione scatta nel momento in cui io cerco un aiuto e vado dal professor Franchini. Da lì ho iniziato un percorso ed è scattato qualcosa dentro di me. Anche andare alla Lazio è stato, tra virgolette, merito suo. Io avevo ambizione ma non avevo quella convinzione di potercela fare ed essere all’altezza. Io prima di venire alla Lazio rifiutai tante proposte perché non avevo quella spinta mentale corretta cosa che invece ho avuto per andare alla Lazio».

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