
Stadio Flaminio, la Lazio mira a ottenere la delibera di pubblico interesse entro la fine del 2026. Il club ha quindi stabilito una tabella di marcia ben definita
Il futuro della casa biancoceleste entra in una fase cruciale per la definizione del progetto di riqualificazione dello Stadio Flaminio. Come riportato dall’edizione odierna del Corriere della Sera, la Lazio ha stabilito una tabella di marcia ben definita: la società punta a ottenere la delibera di pubblico interesse sull’impianto capitolino entro la fine del 2026. Un passaggio istituzionale fondamentale per poi poter proseguire spediti con l’iter autorizzativo definitivo e dare il via ai cantieri di restyling.
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Vincoli architettonici e modifiche strutturali: il nuovo progetto
Per raggiungere l’accordo con gli enti preposti, la società biancoceleste ha dovuto apportare importanti modifiche al concept originario. Una delle variazioni principali riguarda l’altezza complessiva dell’opera. Il design dovrà infatti garantire la piena visibilità della storica e iconica pensilina dello Stadio Flaminio, evitando al contempo qualsiasi tipo di interferenza visiva o impatto cromatico con altre eccellenze urbanistiche della zona, come l’Auditorium Parco della Musica e il Palazzetto dello Sport. Questo compromesso architettonico porterà a un ridimensionamento della capienza complessiva, che verrà fissata a circa 47mila posti a sedere.
Le richieste della Soprintendenza: la sostenibilità economica
Le prescrizioni giunte dagli organi di tutela hanno imposto una revisione dettagliata dei piani. La Soprintendenza ha infatti richiesto alla dirigenza della Lazio di redigere e presentare un nuovo piano economico-finanziario sostenibile, capace di combinare la redditività dell’infrastruttura moderna con la rigorosa salvaguardia delle caratteristiche storiche della struttura disegnata da Pier Luigi Nervi.
La tabella di marcia verso i lavori: le tappe fondamentali
Ottenere il pubblico interesse entro la fine del 2026 rappresenta lo snodo decisivo per trasformare un sogno pluriennale in realtà. Una volta superato questo scoglio formale, la Lazio potrà accedere alla fase operativa dell’iter autorizzativo, propedeutica all’apertura effettiva dei lavori di ristrutturazione. La tifoseria attende con grande trepidazione gli sviluppi di quello che si candida a diventare il vero centro nevralgico del club in vista dei prossimi decenni.