Una squadra dai due volti

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Non c’è stato quasi il tempo di gioire per la bella vittoria di Stoccarda che la pesante sconfitta con la Fiorentina ha riportato prepotentemente tutti i laziali con i piedi per terra. Ritorno a una realtà fatta da ormai diverse giornate, di risultati altalenanti e prestazioni poco convincenti.

METAMORFOSI – La Lazio ha una doppia personalità: bella e spregiudicata in Europa, timida e impaurita in campionato. In campo europeo è evidente la mano di Petkovic che ha saputo conferire ai suoi la giusta mentalità, quella delle partite secche, da dentro o fuori. In campionato la squadra vive una metamorfosi, c’è ancora molto da lavorare: Vlado ha infatti un punto in meno rispetto a Reja nella passata stagione, della quale sembra aver ereditato la propensione ai black-out nervosi.

MERCATO – Il momento di confusione che affligge la Lazio è anche figlio di un mercato di riparazione all’insegna del caso, come succede ormai da diverse stagioni. Non si punta mai ad inserimenti mirati, funzionali alla squadra. Pare quasi che si compri alla cieca. Pereirinha, preso per sostituire Cavanda è una mossa alquanto discutibile vista la totale assenza della fase difensiva dalle sue caratteristiche. Saha? fino ad ora solo 38 minuti giocati e una condizione fisica lontana anni luce da quella dei giorni migliori.

MENTALITA’ – Le speranze della Lazio per questo finale di stagione passano tutte per il ritorno di Miroslav Klose, elemento fondamentale come l’ossigeno per le sue capacità realizzative. Per fare il salto di qualità però non si può dipendere da un solo giocatore, ma bisogna lavorare in particolar modo sulla continuità. La mentalità è una cosa che non si acquisisce in pochi giorni. Petkovic lo sa e la sua missione è plasmare la squadra proprio da questo punto di vista.

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