Tare si racconta: “Il mio sogno da bambino era la Serie A. Voglio vincere con la Lazio!”

© foto www.imagephotoagency.it

Passato da giocatore, tra le fila di squadre come Brescia, Bologna e Lazio. Presente da DS, proprio in biancoceleste. Igli Tare sta ottenendo grandi risultati da dirigente. Con le poche risorse a disposizione, ha acquistato giocatori di primissimo livello come Klose, Hernanes, Gonzalez, Lulic, Andrè Dias, Candreva, Konko e Marchetti. Mica male.

Lo stesso dirigente albanese, è stato ospite di Mediaset Premium all’interno della trasmissione “La tribù del calcio”, dove ha parlato del passato da calciatore e di alcuni argomenti inerenti al mondo Lazio. Si parte dalle origini, quando si era ancora bambini: “Quando avevo 15 anni, dissi ai miei compagni: mi vedrete in Serie A. Si misero a ridere. Dopo tanti anni li ho incontrati di nuovo e ne abbiamo parlato con piacere”. La migliore squadra di tutti i tempi secondo Tare fu il Milan: “Adoravo Van Basten, Gullit, Rijkaard, tutta la squadra di Sacchi. Quel Milan era fortissimo. Da giovane mi ispiravo a Van Basten”. Inizio di carriera Igli Tare parte dal Kaiserslautern in Germania: “L’impatto con la Germania fu duro perchè ero solo e non conoscevo la lingua. Fu una scuola importante per me, che mi ha aiutato a crescere. A Kaislerslutern ero poco accettato perchè fui acquistato dalla Serie B. Mi ricordo bene i fischi quando entravo in campo, ma in una partita, quando segnai 4 gol, cambiò il pensiero di tutti. Fu la mia più grande rivincita”. Nell’estate del 2001 il sogno diventa realtà: Tare approda al Brescia, in Serie A: “Brescia rimarrà nel mio cuore, è stato il miglior periodo di quella società. Arrivarono giocatori come Toni, Guardiola, Matuzalem, Appiah, Pirlo. Era una squadra molto forte, che poteva tranquillamente puntare a traguardi diversi dalla salvezza”. Di Brescia il dirigente biancoceleste ha un grande ricordo e non si tira indietro nel parlare di mostri sacri come Mazzone, Baggio e Guardiola: Mazzone è una persona che mi ha insegnato tanto calcisticamente. Ha fatto una carriera importante. Ricordo come fosse amato e rispettato anche dai tifosi avversari. Baggio era uno dei più forti calciatori al mondo. In allenamento faceva cose pazzesche, era di un’altra categoria. Giocando con lui ho capito quanto fosse umile, non ci ha mai fatto pesare il suo nome. Infine Guardiola, aveva molto rispetto nei confronti di Mazzone, seppur avessero idee diverse non ha mai contestato nessuna decisione. Mi colpì molto”. Non sono tutte rose, ci sono stati anche momenti brutti della carriera. Uno di questi fu la retrocessione rimediata con il Bologna: “L’ho subita parecchio perchè è una piazza che non merita la retrocessione anche perchè la squadra era forte. Anche oggi quando torno a Bologna sono in imbarazzo perchè mi sento in colpa nei loro confronti. Un ricordo piacevole, comunque ce l’ho: giocai infatti con Signori, grande uomo e grande campione. Lo dico con grande rispetto anche in un momento così duro della sua vita. Fa parte della storia del calcio italiano”. Alla domanda di quale sia stato il gol più bello della sua carriera, l’ex attaccante albanese risponde così: “Quello in Lazio-Ascoli 4-1, in rovesciata. Ho segnato pochi gol purtroppo a Roma, ma quello fu bellissimo. Ci ho provato ed è andata bene, provai una sensazione fantastica”.

Nel 2008 Tare dice addio al calcio giocato, per diventare DS della Lazio di Claudio Lotito. Tante trattative, di giocatori poi rivelatosi importanti e pagati a basso prezzo. Quella più complicata però, riguardo il profeta Hernanes: “In Brasile furono giorni difficili e intensi. Quando poi il giocatore è già ufficialmente dei nostri, ho saputo che il Lione aveva fatto un’offerta migliore e superiore rispetto alla nostra, sia al giocatore sia al San Paolo, ma lui scelse la Lazio. Ha detto di essere rimasto molto colpito dal nostro progetto”. Un argomento molto caldo in casa biancoceleste in questi giorni riguarda Mauro Zarate, ormai fuori rosa e in cerca di cambiare squadra: “Ritengo Mauro Zarate uno dei giocatori più forti della Lazio da quando io sono dirigente. Ha qualità importanti, ma nella vita non basta. Nella vita serve umiltà e a Mauro questo manca, se uno sbaglia lo deve capire”. Con la Nazionale Albanese Tare gioca 68 partite e quella che ricorda con maggior piacere è Germania-Albania 4-3. Si sfiorò l’impresa: “Fu una partita eccezionale, ricordo i tifosi. Abbiamo combattutto fino all’ultimo istante col cuore per il nostro popolo che viveva un momento difficile perchè c’era la guerra civile”. Si chiude col sogno nel cassetto: “Sogno di vincere qualcosa di importante qui alla Lazio, lo vedo come un punto di arrivo e non come uno di partenza. Un altro è quello di portare la Nazionale Albanese ad un Mondiale o ad un Europeo”. Caspita che sogno. Si punta a volare in alto. Come fanno le aquile.

Articolo precedente
Lotito guarda avanti: “Non ci sono rimasto male per la mancata elezione. Fenerbahce? Se queste sono le regole del gioco”
Prossimo articolo
Disastro Collum, l’Uefa ammette le colpe dell’arbitro scozzese