Lazio, Strakosha: «Siamo carichi, la nostra forza è il gruppo»

lazio strakosha
© foto www.imagephotoagency.it

Il portiere della Lazio ha espresso, sulle frequenze della radio ufficiale biancoceleste, la voglia di tutta la squadra di tornare a lottare

La Lazio è da poco tornata a lavorare sui campi di Formello. I giocatori sono tornati a sorridere e calciare il pallone, seppur in maniera individuale.

Questa mattina Strakosha ha parlato ai microfoni della radio sociale riguardo la quarantena passata in casa: «È un sospiro di sollievo, forse per noi è un po’ più facile rimanere a casa. Ma neanche noi eravamo abituati a tutto questo. Vedere l’erba, i compagni e il mister è stata una cosa bellissima. In quarantena mi allenavo e vedevo film, passavo così le giornateGrazie a Dio ho avuto la famiglia con me, per quelli che non avevano i cari vicino è stata molto dura. In questo periodo mi sono sentito un po’ con tutti, soprattutto con Milinkovic e Marusic. L’aiuto dell’Albania all’Italia mi dà orgoglio e piacere. In passato ha aiutato noi nei momenti di difficoltà. Se nel nostro piccolo possiamo fare qualcosa, è giusto farlo. Questo paese lo merita perché non ha aiutato solo noi ma tanti altri».

FORMELLO – Thomas ha descritto anche com’è stato l’impatto con il centro sportivo modificato per la situazione: «Uno dei più belli e più puliti. Con le nuove regole è ancora meglio, allenarsi qui è un’altra cosa rispetto al parco».

RIPRESA – L’estremo difensore biancoceleste ha detto come il gruppo sta affrontando la ripresa degli allenamenti e come sarà tornare a giocare: «Siamo carichi, in una posizione di classifica che ci permette di sognare. Anche quando non eravamo così in altro, la forza non è mai mancata. Immagina adesso che siamo secondi. Il nostro popolo è così, noi siamo così: la nostra energia non è cambiata mai, sempre positiviFarà il suo effetto, ma bisogna capire che è una questione mentale. Io conosco tutti da quattro anni, siamo cresciuti insieme non solo dal punto di vista del gioco, ma anche di mentalità. Se ritorniamo con la testa dove ci siamo lasciati, presto ritroveremo il ritmo e torneremo a far divertire la genteSiamo allenati da diverso tempo a essere sempre carichi e con la mentalità giusta. Serviva poco da parte sua, che comunque ci ha sempre chiamato per sapere come stavamo. Anche perché se non hai la carica quando sei secondo in classifica, allora vuol dire che questo sport non fa per te.Giocare senza tifosi è una delle cose più brutte che ci siano. Ma è un momento di difficoltà per tutto il mondo. Noi siamo carichi, vogliamo ripartire, ma senza mettere nessuno in pericolo per colpa nostra. 5 sostituzioni? La nostra forza è il gruppo. Se vedi come esultiamo su tutti i gol, vuol dire che questa è una grande famiglia».

STAGIONE PERSONALE – Il portiere si è soffermato anche sui risultati individuali: «Tutto quello che sta arrivando non me l’aspettavo. Ringrazio Dio per questi momenti, con il duro lavoro e buono obiettivi si possono ottenere grandi risultatiHo tante partite nel cuore. Quella che mi rimarrà per sempre quella a Torino contro la Juve, dove abbiamo vinto dopo 15 anni. Tare e Inzaghi sono figure di riferimento, ma ci sono anche Grigioni, Zappalà e la mia famiglia da ringraziare. Il direttore ha sempre creduto in me, dal primo giorno all’ultimo, anche quando non ci credeva più nessuno. Lo stesso il mister, ha dimostrato la sua fiducia mettendomi in campo quando nessuno se l’aspettava. Per questo li ringrazierò per sempre e li voglio ripagare con il lavoro per dimostrargli che avevano ragione».

IL GRUPPO – Il numero 1 della Lazio ha parlato anche dei compagni e della grande coesione tra loro: «La nostra stagione è cambiata dopo l’Atalanta. La mentalità è cambiata da quel 3-0 a 3-3. Siamo diventati più consapevoli delle nostre qualitàI complimenti li meritano tutti. Io che li vedo tutti i giorni, posso garantirvi che sono tutti forti. È questo il problema della Lazio (ride, ndr.), adesso il mister è in difficoltà per scegliere. Paragone con gli Avengers? Radu è Hulk, Thor mettiamo Acerbi, Capitan America è Lulic, Iron-Man diciamo Luis Alberto perché è preciso su tutto, Occhio di Falco mettiamo Adam Marusic. Io? Io faccio Spider-Man».