Rongoni, ex preparatore Lazio ora al Lione: «Ecco il nostro segreto»

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Il preparatore atletico del Lione rivelazione in Champions, ex Lazio e Roma, ha svelato a SkySport i segreti del post-Covid.

Preparatore atletico della Lazio per la stagione 2012/2013 (quella del 26 maggio) e 2013/2014, esonerato assieme a Petkovic nel dicembre 2013, Paolo Rongoni ha lavorato l’anno successivo alla Roma di Rudi Garcia che lo aveva già avuto ai tempi del Le Mans. Oggi lavora al Lione ma è rimasto legato ai colori biancocelesti, a tal punto che negli scorsi mesi si era augurato che la Lazio potesse vincere lo scudetto. SkySport lo ha intervistato, noi riportiamo alcuni spezzoni delle sue dichiarazioni.

«Al Lione abbiamo fatto una preparazione del tutto particolare, tutto era nuovo in questa fase di Coronavirus, così le abitudini di lavoro sono state leggermente stravolte dal fatto che noi non abbiamo ricominciato il campionato in rapporto agli altri, quindi abbiamo dovuto adattarci. Ho sentito qualche collega in Italia e all’estero per capire quello che succedeva: ci siamo un po’ impauriti prima di ricominciare perché c’erano infortunati da tutte le parti, specialmente in Germania e in Italia i giocatori si strappavano in continuazione. Dunque abbiamo adattato la nostra preparazione in modo completamente diverso dal solito, ma che forse riproporremo per il futuro. Credo che oggi i giocatori abbiano trovato la condizione non solo per merito nostro ma soprattutto grazie allo staff tecnico. Durante il lockdown dunque i ragazzi hanno lavorato bene, sia nella fase individuale che durante gli allenamenti in video. Poi ci hanno stoppato, ma siamo ripartiti tutti con una voglia, una tenacia e una professionalità che prima questo gruppo non aveva. Ho ricevuto messaggi da qualche amico, anche dalla Capitale. La preoccupazione alla ripresa? Quella di mettere troppa intensità all’inizio, voler mangiare il pallone: se fosse accaduto questo avremmo sbagliato completamente la preparazione, perché il post lockdown è stato veramente duro da un punto di vista fisico e aver gestito i ritmi è stata la chiave di questo successo».