Inzaghi: «Grande partita nonostante le difficoltà. All’intervallo non ho pensato al rigore, ma…»

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Inzaghi porta a casa un alto derby. Tre gol che gli concedono l’Europa e un’immensa soddisfazione da poter condividere coi tifosi presenti

“Non sarà una rivincita”. Inzaghi lo aveva detto… e così è stato. All’Olimpico non c’è stata storia e la Lazio s’è portata a casa pure questo derby. Tre gol: Keita, Basta e ancora Keita. Partita magistrale sul piano tattico, impeccabile su quello tecnico, grinta da vendere. Una squadra più forte delle circostanze, più forte dell’influenza di Immobile, più forte degli errori arbitrali, più forte degli infortuni. Da Lucas a Balde Diao, da Thomas a Dusan tutti perfetti. Merito di mister Inzaghi che – alle telecamere di Sky Sport – parla così: «Ho avuto tanti problemi nel riscaldamento, dovendo cambiare degli uomini. Sapevo che con questo atteggiamento avremmo fatto una grande partita. La Roma è una grandissima squadra, noi dovevamo fare la gara perfetta. L’errore di Orsato può capitare, anche io in campo sbagliavo gol: Orsato con Rizzoli è il miglior arbitro d’Italia. A fine primo tempo non ho pensato ai rigori, ma a ricaricare i miei ragazzi. Abbiamo avuto uno spirito giusto e abbiamo vinto strameritatamente. L’anno scorso nelle 7 partite avevo capito che il gruppo mi seguiva alla lettere. Quando mi è stato affidato l’incarico ho sentito tante storie ma sapevo che i ragazzi erano con me e sono orgoglioso di allenare questo gruppo. Io e lo staff cerchiamo di dare il massimo, alleniamo un grande gruppo fatto di uomini veri, sia chi ha giocato 36 partite chi 7. I ragazzi meritano di essere osannati, vincere un derby tra mille difficoltà dà grande carica per le ultime 5 partite della stagione. Un allenatore vive di sensazioni, Lukaku è in un ottimo momento e quando Immobile ha alzato bandiera bianca ho pensato a questo. In Coppa Italia era andato benissimo e volevo tenermi Felipe Anderson come arma a sorpresa. Al di la dei punti dobbiamo fare le prestazioni, avevamo un ciclo terribile. Ho dato fino a mercoledì mattina libertà ai giocatori, meritano di stare tranquillamente con le famiglie, in questi giorni li ho tartassati. Superfluo fare dediche, oltre al mio staff penso alla mia famiglia, i figli, i genitori, ma la dedica è per il gruppo che alleno. Se penso da dove siamo partiti, è stata un’escalation».

CONFERENZA – Il tecnico biancoceleste ha anche parlato nella consueta conferenza stampa post-partita: «Avevo chiesto una vittoria, dovevamo fare un’impresa perché tutti ci hanno dato sfavoriti ma sapevo che la partita era roteata bene – esordisce Inzaghi -. I ragazzi sono stati bravissimi a fare tutto quello che avevamo preparato, si è messa in salita per defezioni durante l’allenamento, durante la partita, per episodi arbitrali, ma oggi siamo stati più forti di tutti e di tutto. Questa è la vittoria del gruppo perché non è facile giocare un derby a Roma, io ne ho giocato tanti, un allenatore si trova davanti imprevisti come Immobile e deve rimediare, già questa mattina mi ero accorto che non stava bene e quindi nella mia testa aveva pensato che la soluzione migliore fosse Lukaku perché sta molto bene e aveva già giocato i derby di Coppa. Poi ho la fortuna di avere un giocatore come Lulic che mi permette di metterlo dove serve con una qualità altissima. Dal primo all’ultimo meritano solo applausi. Non abbiamo mai sofferto contro la Roma, il primo derby lo abbiamo perso con episodi che si vedono raramente, il secondo è stato vinto, il terzo perso ma solo per i tabellini, oggi abbiamo vinto, siamo stati bravi perché abbiamo interpretato i derby nel migliore dei modi. Adesso è giusto che i ragazzi si godano il successo e poi da mercoledì mattina penseremo alla Sampdoria. Dal campo avevo la sensazione che il rigore non ci fosse, quando rientravamo ho guardato il replay ed ero con alcuni giocatori e abbiamo visto cosa è successo, è stato difficile perché è salita la rabbia, ma ho detto ai ragazzi di stare tranquilli perché nonostante tutto potevamo vincere ugualmente la gara. Sono orgoglioso di allenare questo gruppo che mi sta dando tante soddisfazioni, un cammino splendido che probabilmente nessuno avrebbe immaginato. Aver vinto questi derby ci ripaga di tanti sacrifici fatti fermo restando che mancano ancora quattro partite più la finale di Coppa Italia». Su Keita: «Lui con l’allenamento è la serietà ha ripreso in mano tutto a testimonianza del rigore calciato domenica contro il Palermo, a volte è rimasto in panchina e me lo sono tenuto come arma, per me non è facile rinunciare a lui ma devo fare delle scelte sperando che la squadra ne tragga beneficio. Speriamo che nelle prossime si possa sempre migliorare». 

L’allenatore della Lazio è intervenuto anche ai microfoni di Lazio Style Channel: «Abbiamo vinto un’ottima gara. Onore a questo gruppo. E’ da Auronzo che lavorano per avere queste soddisfazioni ed è giusto che ce l’abbiano. Il rigore? Mi sono arrabbiato tanto. Quello della Roma non l’ho visto, ero coperto. Quello di Lukaku secondo me era netto. L’arrabbiatura doveva passare perché dovevo parlare con i miei ragazzi, dovevamo vincere un derby che per noi era importantissimo. I tifosi sono stati bravissimi e anche coloro che erano in Curva. Siamo andati a ringraziarli, ce l’abbiamo fatta anche grazie a loro. E’ stata una partita complicata. C’era stata qualche avvisaglia da stamattina sull’assenza di Immobile. Ho la fortuna di allenare Lulic, un giocatore universale. Felipe Anderson l’ho lasciato in panchina, poteva essere decisivo a partita in corso».