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2013

Natale vs. Natale e Petkovic vs. Petkovic

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Genoa, 22-12-2012. A pensarci sembra passato un secolo, eppure solo 12 mesi fa la Lazio di Petkovic, alla sua prima stagione in Serie A, era delle big di questo campionato. L’allenatore bosniaco in solo pochi mesi era riuscito a trasmettere ai suoi giocatori una grinta ed una determinazione da incantare la società e i stessi tifosi. Chi lo avrebbe mai detto che un anno dopo la storia sarebbe cambiata del tutto? Che il pallone è rotondo e che la fortuna gira è un dato di fatto, eppure nessuno avrebbe pensato che la Lazio nel giro di così pochi mesi sarebbe diventata non solo una squadra da metà-bassa classifica ma soprattutto un team senza né idee né gioco, in grado di farsi dominare da qualsiasi avversario e senza essere mai in grado di invertire la rotta. Il Natale del 2012 era stato in casa biancoceleste un Natale di gioia e felicità: non solo perché in 18 partite di campionato la Lazio era riuscita ad ottenere ben 36 punti ma anche e soprattutto per il gioco visto in campo in grado di mandare in confusione quasi tutte le squadre che all’inizio, a detta di molti, potevano essere le pretendenti al titolo: prima la sudata ma meritata vittoria sul Milan per 3-2, un mese dopo il ritorno alla vittoria nel derby poi un bel pareggio, seppur sofferto, allo Juventus Stadium ed infine l’1-0 ai danni dell’Inter. Al contrario, il Natale 2013 più che una festa sembra un incubo: Petkovic ormai vicinissimo all’esonero, tifosi stanchi e delusi sia dalla società sia dai giocatori che troppo facilmente si sono adagiati sulla storica vittoria di Coppa Italia che per loro non avrebbe mai dovuto rappresentare un punto di arrivo ma solamente un punto di partenza. Perché la Lazio di questo inizio stagione non solo è stata deludente sotto ogni punto di vista, a partire da un mercato estivo inesistente e del tutto inadeguato, ma non ha mai mostrato in campo quella cattiveria e quell’agonismo che nella prima parte della scorsa stagione avevano portano a Petkovic elogi e stima. Infatti, sebbene il tecnico continui a ribadire come tutte le gare siano state dominate da una Lazio sfortunata, i dati di fatto sono da far venire la pelle d’oca: 16 punti in meno rispetto a Dicembre 2012, sconfitte pensatissime (10 gol subito tra Juventus, Roma e Napoli) e, ad aumentare la collera, prestazioni mediocri ed orribili anche contro squadre minori. E pensare che l’anno nuovo (almeno quello di campionato) doveva rappresentare l’anno della svolta, l’anno del definitivo salto di qualità sia della squadra sia del tecnico. 

Benedetta Orefice – Lazionews24.com