Lazio, Rocchi: «Mi sarebbe piaciuto giocare con Luis Alberto. Che ricordi la Champions!»

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Lazio, Tommaso Rocchi ha analizzato il percorso di crescita della squadra di Inzaghi e rievocato i momenti più belli vissuti in Champions League

I colori sono sempre gli stessi, quelli biancocelesti. Cambia il ruolo, ma non il legame che ha con la Lazio. Tommaso Rocchi, prima bomber, poi tecnico dell’Under 15 ed ora alla guida dell’Under 18, è intervenuto sulle frequenze della radio ufficiale per analizzare il percorso della prima squadra. Ecco le sue parole:

CHAMPIONS «È un obiettivo importante, misurarsi con realtà europee è bellissimo. La Lazio la meritava da un po’ questa qualificazione. Ci sarà voglia di far bene. Il mio ricordo più bello della Champions? La doppietta col Werder Brema e la partita giocata al Bernabeu contro il Real Madrid. Bisogna avere la convinzione e la forza di lottare al massimo per raggiungere certi obiettivi. In Italia non è facile raggiungere la Champions, ma col lavoro di ogni anno la Lazio ha dimostrato di meritarlo. La società sta migliorando di anno in anno. È un processo di crescita che va fatto gradualmente e di questo sono molto orgoglioso».

STAGIONE – «La vittoria della Supercoppa ha dato forza ed entusiasmo. La prima parte del campionato è stata fantastica, poi è arrivato il Covid e l’annata si è trasformata. Sotto l’aspetto mentale è stato difficile ripartire, quindi il mantenimento del quarto posto è un grande traguardo».

IMMOBILE – «Non ha bisogno di commenti. Basta guardare ciò che ha dimostrato, ha fatto qualcosa di straordinario, al di là dei gol. È stata una stagione al top, meritatissima per come si è messo a disposizione e per quello che ha dato ai compagni. Complimenti però a tutta la squadra che ha giocato molto spesso per lui. Io e Immobile in tandem? Sarebbe stato bello. Si dice che gli attaccanti debbano avere caratteristiche opposte, ma in realtà quel che conta è essere intelligente e muoversi bene tatticamente».

LUIS ALBERTO – «Mi sarebbe piaciuto giocare con lui. Per come giocavo io, che andavo in profondità, sarebbe stato fantastico. Per un attaccante è bellissimo avere un giocatore come lui dietro».

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