Lazio, Petrucci: «Non credo l’Ansa dia notizie false. Situazione anormale»

© foto Mg Torino 20/07/2020 - campionato di calcio serie A / Juventus-Lazio / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Thomas Strakosha

Matteo Petrucci, inviato Sky, ha provato a fare chiarezza sulla questione tamponi che sta sconvolgendo la Lazio

Matteo Petrucci, giornalista di Sky Sport, è intervenuto sulle frequenze della radio ufficiale della Lazio per fare il punto della situazione sulla questione tamponi. Ecco le sue parole:

ANSA – «Dal punto di vista sportivo non cambia nulla, soprattutto perché c’è la pausa, ma che cosa sarebbe successo se si fosse dovuto giocare? Al momento la Procura non dà conferme perché non può farlo, ma non credo l’Ansa dia notizie false. Le controanalisi sono per appurare l’operato del laboratorio di Avellino. Mettiamo il caso che le indiscrezioni fossero vere: tre giocatori avrebbero risultati contrastanti dello stesso test analizzato da laboratori differenti. Non è una situazione normale».

ALTERNATIVA- «L’unica salvezza è il laboratorio unico, così un eventuale errore varrebbe per tutti. Si parla della Lazio perché a livello cronologico è l’ultima e continuano ad emergere nuove notizie, ma ci sono tanti fronti aperti dal punto di vista della Procura sportiva. La Federcalcio aveva proposto il laboratorio unico, ma non è stato trovato l’accordo con le società. Ora, vedendo la situazione, credo che un accordo si possa trovare. Così è difficile andare avanti. Questa soluzione allontanerebbe i sospetti, anche se rimarrebbero le differenze con il laboratorio utilizzato dalla UEFA. Allinearsi con quello si allontanerebbero tutti i sospetti».

NAPOLI – «Qui il caso è diverso perché si tratta principalmente del livello sportivo. Se addirittura il presidente federale usa quei termini, è evidente che ci siano dei problemi di comunicazione. Le Asl sono sotto stress. Come ha ricordato Gravina, al momento il problema è solo italiano. Quando ci sono processi in corso è difficile affidarsi alle sensazioni. Ora si discuterà al CONI e le motivazioni sono forti. Il rischio è quello di arrivare a marzo/aprile con tanti asterischi in classifica. Tra le tante particolarità di questa annata strana, debba essere messo in conto anche questo».

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