Lazio, mai rotazioni così ampie: l’emergenza trasforma la Champions in…Europa League!

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© foto Db Firenze 27/10/2019 - campionato di calcio serie A / Fiorentina-Lazio / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Simone Inzaghi

Se la Lazio negli ultimi anni aveva ruotato l’intera rosa in Europa League e quest’anno si pensava invece ad un 11 tipo da proporre in Champions con costanza, l’emergenza ha cambiato i piani.

Si era sempre parlato di una Lazio A per il campionato e di una Lazio B formato Europa League. La partecipazione della Lazio alla seconda manifestazione continentale per importanza aveva permesso al tecnico Inzaghi nelle scorse stagioni di mantenere l’11 tipo per il campionato e di utilizzare l’Europa League come palestra per vedere le “riserve”. Così, ad esempio, nelle prime tre sfide del girone di UEL della stagione 2019/2020 rispettivamente in Transilvania col Cluj, a Roma col Rennes e in Scozia contro il Celtic, si erano visti con continuità Proto in porta, Bastos e Vavro in difesa, Cataldi e Parolo a centrocampo, Jony sulla fascia, Valon Berisha in mezzo al campo e Caicedo in attacco.

Con l’approdo in Champions League dopo 13 anni si pensava che Inzaghi – avendo ricevuto dal mercato una rosa più larga – potesse far rifiatare qualcuno dei titolarissimi in campionato e preservare “l’11 tipo” per le gare infrasettimanali della Champions. In realtà, l’emergenza da Covid-19, l’infermeria e le varie vicissitudini hanno portato il mister piacentino addirittura ad impiegare nella prima metà del percorso del Gruppo F con Borussia Dortmund, Club Brugge e Zenit San Pietroburgo un numero di giocatori superiore a quelli che scesero in campo nella prima metà del gruppo di UEL nella stagione scorsa. Infatti, se l’anno trascorso i calciatori ad aver calcato il rettangolo verde nelle prime tre sfide europee erano stati 17 (Strakosha, Bastos, Acerbi, Vavro, Jony, Milinkovic, Leiva, Parolo, Lazzari, Correa, Caicedo, Immobile, Lulic, Cataldi, Luis Alberto, Berisha e Lulic), nella stagione in corso ad alternarsi nelle due trasferte di Bruges e San Pietroburgo e contro il BVB a Roma sono stati ben 19 calciatori (Strakosha, Reina, Patric, Hoedt, Acerbi, Ramos, Marusic, Milinkovic, Leiva, Luis Alberto, Fares, Caicedo, Immobile, Correa, Parolo, Akpa Akpro, Muriqi, Pereira, Czyz).

Considerando che Inzaghi ha dovuto forzatamente fare a meno di diversi calciatori nelle gare infrasettimanali, è probabile che in Champions League la Lazio arrivi ad alternare nel corso del girone F più di 20 calciatori di movimento. Infatti, Stefan Radu dovrebbe tornare a disposizione per le prossime sfide di Champions League, Manuel Lazzari non ha ancora esordito causa infortuni e positività ai tamponi UEFA, e i problemi muscolari hanno costretto al forfait anche Escalante. Il tutto, in attesa di capitan Lulic, che potrebbe essere inserito nella lista UEFA in caso di passaggio del turno della Lazio alla fase ad eliminazione diretta.

Così, l’atipicità della situazione sanitaria e i diversi infortuni hanno permesso ad Inzaghi di ruotare la rosa tra Serie A e Champions League in maniera pressochè massiccia, con qualche eccezione. Infatti Acerbi, Milinkovic, Correa e i due quinti Marusic e Fares risultano essere i veri highlander biancocelesti, essendo stati sempre schierati in Champions, complici le assenze. Altro che “11 Champions”, fino ad oggi soltanto una volta (in casa col Borussia all’esordio) Simone Inzaghi ha potuto far conoscere all’Europa che conta la Lazio “titolare”. Il mister si augura che questo possa ripetersi almeno altre tre volte nella massima manifestazione a livello internazionale.