Ledesma: «Impressionato dai tifosi della Lazio! Italia? Un piacere indossare quella maglia»

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© foto @lazionews24

Cristian Ledesma a 360°. L’ex capitano della Lazio si è raccontato in una lunga intervista, sullòe frequenze di TMW

Una carriera votata alla Lazio. Cristian Ledesma, ex capitano biancoceleste, intercettato dai microfoni di TMW è intervenuto per dire la sua sulla Serie A sulla squadra di Inzaghi:

SCUDETTO – «Il Napoli ha un po’ più di esperienza ed è cresciuto mentalmente, quest’anno può dare fastidio alla Juventus. Anche l’Inter ha dimostrato di poter lottare. Penso però che la Juventus abbia una rosa amplissima, oltre alla mentalità vincente: i bianconeri hanno tanti giocatori di altissimo livello».

DE ROSSI – «Mi ha sorpreso, come penso un po’ a tutti. Quando scelsi di andare al Santos non mi trovai benissimo, sono cresciuto calcisticamente in Italia: non rifarei la scelta di andare in Sudamerica, anche la qualità della vita non è così affascinante. Daniele non ha certamente scelto una brutta squadra! Troverà forse ancor più calore rispetto a Roma, lì il calcio esaspera i tifosi. Lo sport aiuta le persone a superare i problemi della vita di tutti i giorni, a sfogarsi».

I PRIMI PASSI – «Non mi stancherò mai di ringraziare il Lecce, Pantaleo Corvino e il presidente Semeraro: grazie a loro sono diventato un professionista. Corvino mi ha dato tanto, inserendomi in un contesto diverso».

LAZIO – «Ricordo tante cose, tanti punti chiave di quella esperienza, dall’inizio incerto il primo anno al primo derby, in cui segnai. Anche il terzo posto conquistato, le due Coppe Italia. Rimasi impressionato dall’affetto della gente, specie quando fui fuori dalla rosa. Oggi i tifosi sono esigenti, si vogliono centrare traguardi importanti. Negli ultimi anni solo la Lazio è riuscita a vincere qualcosa oltre alla Juventus: i biancocelesti sono stati sempre protagonisti. La società e Inzaghi hanno fatto un grande lavoro».

NAZIONALE AZZURRA – «È stato un piacere vestire la maglia azzurra, a una chiamata del genere non si può dire di no e sarebbe stato anche complicato spiegare un rifiuto ai miei figli, nati e cresciuti qui. È stata una grande opportunità, ho vissuto quei momenti con grande gioia».

FINE CARRIERA – «L’esperienza alla Pro Piacenza mi ha fatto conoscere un lato molto triste del calcio: sarebbe da rivedere il sistema di richiesta di determinate garanzie alle società. Quella situazione mi mise davanti a tante persone in difficoltà. Un nuovo Ledesma? Il mio era un ruolo particolare, che sta piano piano scomparendo a causa delle esigenze degli allenatori, che cercano più dinamismo. Tonali e Pjanic sono più offensivi di me, lo stesso Verratti può giocare anche come mezzala».