Lazio, dalla gestione dei positivi alla “bolla”, la procura Figc indaga: ecco cosa rischia il club

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Il Messaggero fa il punto della situazione sull’inchiesta della procura della Figc sulla questione tampone e svela i possibili scenari.

Sulla Lazio, come detto, la procura della Figc ha aperto un fascicolo d’inchiesta. Dopo i controlli fatti nell’ultima settimana, gli ispettori federali ieri hanno chiesto anche gli ultimi risultati relativi ai tamponi fatti prima del Bruges, del Torino e dello Zenit. Tanto il materiale acquisito e finito sulla scrivania del pm Chiné che, insieme ai suoi uomini, avrebbe già studiato le carte. E’ emerso più di un interrogativo. In particolare sulla modalità con cui vengono processati i tamponi. E qualche discrepanza sarebbe emersa anche dagli interrogatori, fatti settimana scorsa, del presidente Lotito e del responsabile medico Pulcini. Altro punto su cui si vuole fare luce è la gestione dei positivi e la “bolla”. Insomma la corretta applicazione del protocollo della Figc. E non è un caso che ieri il club biancoceleste abbia contattato l’Asl di rifermento (Roma4) per avere il carteggio con cui si chiedeva l’isolamento domiciliare dei soggetti “positivi”. La procura però vuole fare chiarezza. Se dovessero emergere irregolarità la Lazio rischia grosso. Il presidente Figc Gravina aveva dichiarato tolleranza zero nei confronti dei furbetti del protocollo. Nella nota di due pagine diramata l’8 giugno e ribadita il primo settembre si mette in luce un sistema sanzionatorio molto duro in caso di inosservanza dei protocolli: si va dalla semplice ammenda, passando dai punti di penalizzazione, all’esclusione dal campionato. Così si legge sull’edizione odierna de Il Messaggero.