Lazio, "invasi" di emoji i social: c’è lo zampino dello streamer Blur
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Lazio, “invasi” di emoji i social: c’è lo zampino dello streamer Blur

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Dopo “Gino” e “Ugo” è tempo dell’emoji a mo’ di pollice in su, invasi anche i profili social della Lazio al grido dello streamer Blur

Anche in casa Lazio la prima parte di stagione targata 2023 è prossima a tramontare. Tra una manciata di ore Ciro Immobile e compagni apriranno le porte al 2024, nella speranza che possa rivelarsi un anno pieno di soddisfazioni dentro e fuori dal rettangolo verde di gioco. Quest’oggi però, a salutare il completamento dell’orbita terrestre intorno al Sole, in quel di Formello ci hanno pensato i tifosi capitolini (e non solo).

Dalle ore 15 infatti i profili social del club sono stati letteralmente “invasi” dall’emoji del “pollice in su”. Da Instagram a X (ex Twitter), passando per Facebook, le pagine della società che trova ubicazione nella città eterna hanno iniziato a collezionare interazioni su interazioni. Il motivo? L’ironica campagna online “lanciata” dallo streamer Blur: agli annali Gianmarco Tocco. Il noto content creator ha difatti invitato i propri seguaci a “spammare” il simbolo pittografico proprio sulle bacheche dei profili più seguiti sul globo sulle piattaforme di Zuckerberg e Elon Musk.

Un gesto, quello escogitato dal Blur (fedele tifoso romanista tra l’altro) che ai più attenti avrà ricordato quanto da egli stesso confezionato già negli scorsi anni, quando sempre al 31 di dicembre, al posto del pollice gli utenti furono invitati a digitare prima “Gino” e poi “Ugo“. Se il prodotto è quindi cambiato lo stesso non si può dire per i risultati, con dozzine di VIP su per giù dalla penisola che hanno reagito (in maniera differente) all’ondata di commenti ricevuta.

Insomma, come spiegato tramite gli intricati meandri della rete il grido di battaglia blureriano si è trasformato in uno tzunami emoticon. Un altro fedele suggerimento (se mai ce ne fosse ancora il bisogno) della potenza e reticolarità dei media online. Proprio per questo non c’è da stupirsi se quello che in pochi minuti si è tramutato in un tormentone di fine anno, abbia interessato non solo tangenzialmente anche la Lazio e i suoi calciatori, nessuno escluso.

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