Lazio-Atalanta, l’ex arbitro Marelli: «Gasperini non mi sorprende più. Sui due rigori…»

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© foto Roma 19/10/2019 - campionato di calcio serie A / Lazio-Atalanta / foto Insidefoto/Image Sport nella foto: Giampiero Gasperini

L’ex arbitro Luca Marelli ha commentato la prova di Rocchi in Lazio-Atalanta e le dichiarazioni di Gasperini nel post-partita

L’ex arbitro Luca Marelli, come accade ormai al termine di ogni giornata di Serie A, ha analizzato i comportamenti della classe arbitrale, partendo proprio da Lazio-Atalanta ed, in particolare, dalle dichiarazioni di Gasperini: «Le dichiarazioni di Gasperini ormai non sorprendono più: sempre pronto ad attaccare gli arbitri per decisioni sfavorevoli, naturalmente niente da obiettare nel caso in cui qualche fischio dovesse andare a penalizzare gli avversari. Al di là delle simpatie personali (e Gasperini lo ritengo un eccellente allenatore), questi atteggiamenti li ho sempre condannati: per tal motivo ritengo inaccettabile che le interviste come quella di ieri pomeriggio rimangano senza punizioni disciplinari da parte del Giudice Sportivo. L’ho scritto in tante circostanze e lo ribadisco per l’ennesima volta: è fondamentale che si torni alle segnalazioni in merito da parte della Procura Federale perché ormai chiunque può esprimersi come meglio crede senza incorrere nemmeno in una multa. E le dichiarazioni senza senso si ripetono ogni settimana».

ROCCHI«Nel complesso (ed al netto degli episodi, come sempre) Rocchi ha offerto la solita prova solida, senza alcuna difficoltà nel farsi accettare e nessuna criticità sotto il profilo tecnico/disciplinare. Sorprende (ma nemmeno tanto per chi ha un occhio di riguardo per gli arbitri) l’incredibile preparazione atletica per un uomo di 46 anni ma che corre quanto e più dei colleghi di A».

PRIMO RIGORE – «Al 67esimo minuto l’episodio sul quale si sono scatenate le polemiche del pomeriggio. Immobile controlla un pallone sul lato sinistro del terreno di gioco, entra in area, affronta Palomino, lo salta e cade a terra: Rocchi è in posizione ideale, vede tutta la dinamica dell’azione e fischia il calcio di rigore. Premessa doverosa: che Immobile cada dopo un passo conta nulla. Ha un suo valore ma nessuna implicazione immediata sulla valutazione della fattispecie e su quanto accade prima della trasformazione. Come in circostanze simili per me questo non è mai calcio di rigore. Se un tocco c’è stato, è stato veramente minimo. La seconda immagine, in particolare, mostra il momento in cui i piedi sono vicini e/o a contatto. C’è un tocco? Non c’è tocco? Non lo sappiamo, al limite possiamo ipotizzare che ci sia un contatto tra il tallone di Palomino e la punta del piede di Immobile. Ed il punto è proprio questo: anche il VAR Guida non poteva avere alcuna certezza sul fatto che un contatto ci sia stato o meno e, pertanto, non aveva alcun margine di intervento dato che l’entità è ambito esclusivo dell’arbitro. In tali circostanze il VAR non può far altro che avallare la decisione assunta in campo, non avendo margini per richiamare l’arbitro alla “on field review».

SECONDO RIGORE«Al minuto 91 la Lazio trova la rete del pareggio con un altro calcio di rigore assegnato per un contatto tra De Roon ed Immobile. In presa diretta non c’erano grandi dubbi: rigore evidente. Rivisto, non cambia nulla: rigore netto.
Immobile anticipa l’avversario coprendo il pallone, De Roon commette una sciocchezza è colpisce platealmente Immobile sulla caviglia sinistra. Con tutta la fantasia possibile non riesco a vedere un singolo motivo che possa aver portato Gasperini a lamentarsi per questa decisione».