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L’autorità di regolamentazione del gioco d’azzardo in Italia sta rafforzando i requisiti tecnici e di conformità

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Con l’inizio del 2026 è arrivato anche il riordino del gioco online. In totale l’ADM ha rilasciato 52 concessioni a 46 operatori e i protocolli tecnici sono stati aggiornati. Nel 2023, la raccolta online è arrivata a ben 82,5 miliardi e il trend continua a crescere.

Le nuove regole sono state decise e sono molto chiare. L’asticella è stata alzata di molto, oggi il gioco online in Italia è tra i più competitivi in Europa. L’obiettivo era proprio quello di ordinare il settore e di migliorare i controlli sulle piattaforme. In questo modo, tutte le promozioni come i Bonus Senza Deposito sono ben definite e ogni operatore ha l’obbligo di mettere in evidenza i termini e le condizioni. Se non hai mai effettuato prima l’accesso su questi siti, con i bonus senza deposito hai la possibilità di testare le piattaforme senza dover versare dei soldi veri. Se, invece, hai già un account, la migrazione avverrà in modo semplice, vedrai la stessa interfaccia ma, per gli operatori, i requisiti saranno molto più severi.

Il riordino ha cambiato il settore tra gare pubbliche, durata e costi delle concessioni

Il cuore della riforma è il decreto legislativo 41/2024 che ha ridefinito il perimetro dei giochi a distanza, anche quelli a tema calcio, ha confermato il sistema concessorio e ha portato le nuove licenze a 9 anni. Il prezzo di ogni concessione è stato fissato a 7 milioni di euro.

Inoltre, è stato deciso che gli operatori dovranno destinare lo 0,2% dei ricavi netti annui (massimo 1 milione) alle campagne di informazione sul gioco responsabile. È una stretta che unisce la sostenibilità economica e gli obblighi sociali, con dei principi chiari sulla tutela dei minori, la tracciabilità e il contrasto all’illegale.

Dalle skin al sito unico: adesso ci sono i domini unici

Uno dei cambiamenti più evidenti è l’addio alle skin. Ogni concessionario deve operare con un solo dominio direttamente riconducibile al titolare della licenza. L’ADM ha indicato il 13 novembre 2025 come data per il passaggio al sito unico, con controlli e possibili sospensioni in caso di inadempienza.

Allo stesso tempo, la road map autunnale ha scandito le convenzioni, i codici concessione e le migrazioni tecniche tra il 12 e il 13 novembre. Quindi, ci saranno 52 concessioni operative e non ci saranno più i domini terzi che, invece, prima erano all’ordine del giorno.

Cosa cambia per gli operatori e per i giocatori tra KYC rafforzato, autolimitazioni e modalità di gioco

Le FAQ ADM 2025, collegate al bando e alla convenzione, hanno chiarito i requisiti di partecipazione, gli standard tecnici, le proprietà e la disponibilità delle infrastrutture, oltre ai tempi e alle modalità per rendere operative le misure di tutela del giocatore.

Questo vuol dire che, in teoria, gli onboarding dovrebbero essere più rigorosi e che ci saranno più controlli sui documenti. La tracciabilità dei pagamenti resta un punto molto importante e, soprattutto, l’ADM si è impegnata per quando riguarda le autolimitazioni.

Quando accedi a una nuova piattaforma, magari perché vuoi provare i Giri Gratis prima ancora di effettuare un deposito, l’operatore utilizzerà i sistemi KYC per identificare l’utente e per verificare che tutto sia in regola. Insomma, i nuovi standard sono più rigidi e i concessionari sono obbligati a rispettarli se vogliono continuare a far parte di questo gruppo elitario.

L’online continua a crescere, si spinge sul controllo e sulla trasparenza

Il mercato online continua a crescere. A settembre 2025 la spesa dei casinò online è salita di circa il 13,5%, mentre, per quanto riguarda le scommesse virtuali, il 2025 si è chiuso con un GGR che ha superato i 723 milioni di euro.

Il Libro Blu 2023 pubblicato dall’ADM nel 2025 indica una raccolta online di 82,544 miliardi, +12,9% rispetto all’anno precedente. Il fatto che ci siano più volumi vuol dire anche che deve esserci molta responsabilità per quanto riguarda la protezione dei dati, l’antiriciclaggio e l’integrità dei flussi.

Una stretta tecnica che alza l’asticella senza cambiare l’esperienza degli utenti

Se sei già abituato a giocare online, sappi che le interfacce rimarranno le stesse, non noterai dei grandi cambiamenti. È per gli operatori che sono cambiate le cose. Tra le licenze di 9 anni, il costo di 7 milioni per ogni concessione, i domini unici e i protocolli aggiornati, i concessionari devono mettere in regola varie cose. Questo è il modo in cui l’Italia ha provato a mettere in ordine il settore e a controllarlo meglio, senza influire direttamente sull’esperienza degli utenti del Lazio e di tutta Italia.

Quindi, ti aspetta un 2026 molto più solido, gli strumenti tecnici ci sono già e la sicurezza è migliorata di molto. Adesso, finalmente, le tutele dei giocatori vengono messe al primo posto e gli operatori sono obbligati a fornirti tutti i servizi utili per proteggerti e per avere un’esperienza di gioco trasparente e sicura. Non resta che vedere come evolverà il settore nei prossimi anni e come risponderanno gli altri Paesi europei per mantenere alta la competitività.

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