L’importanza di chiamarsi Mauri

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Ci voleva Mauri per tornare a segnare. Il brianzolo Mauri è ancora al top della condizione (lo testimoniano i 39 tocchi di palla in 72 minuti, appena il 6,5% del totale), ma nonostante questo è riuscito a essere determinante e a dare equilibrio nei collegamenti tra centrocampo e attacco. Sullo 0-0 ha servito un assist al bacio non sfruttato da Matri, poi ha realizzato il gol del 2-0: il tutto con la solita intelligenza tattica al servizio della squadra. È infatti merito suo (e del rientro del metronomo Biglia) se Pioli ha modificato l’atteggiamento della Lazio e scelto di non ostinarsi a giocare esclusivamente sulle fasce, con tanti cross e nessuno in area capace di sfruttarli: come riporttato dall’edizione odierna de La Repubblica, delle 40 azioni d’attacco effettuate contro il Verona, 26 sono arrivate per vie centrali e sempre da quella zona sono partiti il 78% dei 18 tiri (di cui 7 nello specchio) complessivi.