Massimo Maestrelli: «Inzaghi ricorda mio padre»

© foto I Laziali sono Qua

Massimo Maestrelli ringrazia Simone Inzaghi perchè vede nella sua figura il ricordo del padre Tommaso, storico allenatore della Lazio

I vecchi ricordi hanno ripreso vita ammirando Simone Inzaghi e i figli Lorenzo e Tommaso in campo all’Olimpico al termine di Lazio-Sampdoria. E’ sembrato di rivedere Tommaso Maestrelli e i suoi gemellini all’epoca del primo Scudetto. Nella Lazio diventi speciale se diventi di famiglia, se trasformi il calcio in poesia, il com’eravamo nel come si è. Se trasmetti emozioni, se unisci vecchie e nuove generazioni, se riesci a far rivivere ciò che si è provato. Nel nome dei padri, con la faccia dei figli. Ieri, 12 maggio, 43 anni dopo l’impresa del ‘74, in una giornata di nostalgia, Simone ha fatto sognare i laziali ancora di più. Massimo Maestrelli, dopo che la foto della famiglia Inzaghi in campo è diventata un quadro d’amore, ha scritto un messaggio a Simone: «E’ il regalo più grande che stai facendo ai tuoi figli, il più bello della loro vita». Il Corriere dello Sport si è fatto raccontare dal figlio del ‘Maestro’ l’emozione che l’ha spinto a contattare Inzaghi: «Simone oggi non si rende conto di ciò che sta facendo vivere ai suoi figli, è una cosa spontanea, naturale. Forse, tra 30 anni, lo capirà». Massimo si è rivisto in quei ragazzi, ha ricordato i tempi in cui lui e il gemello Maurizio, che non c’è più dal 2011, all’epoca erano le mascotte della Lazio di papà Maestrelli e di Chinaglia, Wilson, Pulici, Frustalupi e Re Cecconi. Lo scudetto del ‘74 lo vinsero anche loro, i gemelli. Massimo, quei momenti, non li ha mai dimenticati: «Io e Maurizio il ricordo più bello lo abbiamo sempre legato al tragitto che ci separava dalla tribuna al campo. Il cuore ci batteva a mille, lo stadio era meraviglioso, quasi sempre pieno. Man mano che ci avvicinavamo al terreno di gioco il rumore dei tifosi aumentava, esplodeva. E il nostro cuore batteva sempre di più. Io dico sempre “che belli quei momenti in campo”. Sentivamo il boato, sembrava una pentola che ribolliva».

IL RETROSCENA – Massimo Maestrelli e Simone Inzaghi si sono scambiati messaggi di sincera amicizia: «Simone mi ha risposto con un messaggio vocale. Mi ha detto “non sai quanto mi fa piacere tutto questo, il paragone con tuo padre e il vostro con i miei figli”. Abitiamo vicini, capita di vederci. E’ sempre affettuoso, carino, disponibile, chiede informazioni dei miei ragazzi. E’ molto, molto umile». Uno dei figli di Massimo Maestrelli si chiama Tommaso, porta il nome del nonno: «Ha 21 anni e per un periodo è stato negli Allievi con Simone. Giocava in un altro club, fu chiamato nella sua Lazio, accadde durante un torneo. Ora è nel Racing Roma. A prescindere da questo episodio, Simone è sempre stato attento, affettuoso e cordiale con lui. Questa è una cosa bella». Massimo e Simone, prima di messaggiarsi, avevano parlato durante la serata benefica organizzata al teatro Orione per aiutare Chiara Insidioso, la tifosa laziale aggredita dall’ex fidanzato e ridotta in coma: «Dietro le quinte – continua Massimo – abbiamo parlato di tante cose. Inzaghi è una persona alla mano, gradevole. Non ha l’atteggiamento altezzoso, tipico degli allenatori moderni. Fa il suo lavoro con passione e molta umiltà, è anche questo che piace. Tiene alla tradizione. E poi guarda sempre in Tribuna come faceva mio padre, cercava sempre mia madre Lina con lo sguardo, nei momenti belli e brutti. Simone fa lo stesso con la sua compagna. Un altro gesto in comune». Una grossa eredità anche questa.