Folorunsho: «Sognavo la convocazione in prima squadra da quando sono piccolo»

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Dai gradi di capitano ereditati da Rossi in Primavera, alla convocazione in prima squadra. Michael Folorunsho, racconta le sue emozioni

Fascia di capitano ereditata da Rossi in Primavera e convocazione in prima squadra. Periodo di grandi soddisfazioni per Michael Folorunsho, intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio: «La sfida di sabato è importantissima. A Napoli è stata difficile, tosta. Dal primo minuto fino al novantesimo, siamo andati sotto, poi l’abbiamo ripresa. Una bella prova di carattere. Tra l’altro fino al gol del Napoli stavamo andando molto bene. Il Trapani? Come dico da inizio anno, con le grandi squadre tutti vogliono far bene. Ma bisogna confermarsi con le squadre piccole, non accettiamo cali di concentrazione, vogliamo i tre punti. Il turno sulla carta può essere favorevole per scontri diretti importanti, ma ora pensiamo solo a noi stessi, a fine partita poi vedremo. Bonatti? Si sa la squadra sta facendo bene, ma complimenti all’allenatore. Ad inizio anno nessuno credeva in noi, Bonatti è un mister fantastico». Sulla prima convocazione con i grandi: «Da quando sono piccolo sognavo la convocazione in prima squadra. Andare in panchina in uno Stadio come San Siro in occasione di un quarto di finale contro una squadra come l’Inter è stata un’emozione bellissima. Sto giocando da inizio anno per fare il salto di qualità. Non me lo aspettavo, è arrivata la chiamata e ci credevo a stento. Inzaghi non mi ha detto nulla in particolare, mi ha chiesto una mano. Sono stato pronto a qualsiasi cosa. Se Rossi ed io siamo stati in prima squadra, è stato merito della Primavera».