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Eriksson: «Alla Lazio è stato il periodo migliore della mia carriera»

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Sven Goran Eriksson ha parlato al The Guardian della sua carriera: le parole sul periodo laziale

Sven Goran Eriksson ha parlato al The Guardian della sua carriera.

LAZIO – «Alla Lazio è stato il periodo migliore della mia carriera. Ho vinto sette trofei in meno di quattro anni. Mihajlovic e Nesta? Quando ho detto sì all’Inghilterra, Nesta è venuto da me dicendomi di restare. Volevo provare a tenere entrambe le panchine, ma era impossibile e ho rassegnato le dimissioni. Sinisa pensava di essere il migliore in tutto: miglior sinistro, miglior destro, miglior tiro, miglior velocità. Con lui, calciare una punizione era come tirare un rigore. Il suo sinistro era meglio del destro di Beckham».

FALCAO E MARADONA – «Falcao? Un calciatore fenomenale, in un match contro il Napoli è stato anche meglio di Maradona. Diego era un uomo semplice. Ho cenato con lui alcune volte quando viveva a Dubai. Penso sia stato influenzato da persone cattive per tutta la vita. Come giocatore è stato probabilmente il più grande di sempre. Io suo allenatore? Maradona è Maradona, lo avrei lasciato libero per il campo».

BAGGIO –  «Baggio invece, allenato alla Fiorentina, è stato il giocatore più talentoso insieme a Rooney. Roberto aveva tutto: tecnica incredibile, visione, ritmo. Ricordo una partita contro il Milan di Sacchi in trasferta. Superammo due volte la linea di metà campo e due volte gol con Baggio. E in difesa c’era gente come Baresi, Maldini, Costacurta e Tassotti» 

MANCINI – «Alla Sampdoria dirigeva il club. Chiamava pure la cucina quando sapeva che avremmo fatto tardi dicendo di tenere la pasta in caldo. Era coinvolto in tutto, un figlio per il presidente Mantovani che spesso ospitava lui e Vialli a cena a casa sua. Roberto aveva standard molto elevati, in campo pretendeva il massimo e litigava sempre con gli arbitri e i compagni i squadra. Ma che talento! Poteva fare di tutto in campo».