Lazio, fino all’ultimo respiro!

lazio
© foto www.imagephotoagency.it

L’analisi di Lazio-Atalanta, terminata con il risultato di 1-1 con i gol Barrow e Caicedo. Determinanti anche le parate di Thomas Strakosha

Pronti, partenza, gol. Basta poco per capire a che tipo di giornata si stava andando incontro. La rete di Barrow in avvio, la passeggiata di salute dell’Inter sull’Udinese. Come ciliegina sulla torta arriva la partita stregata di Cagliari. Nel mezzo c’è la Lazio, aiutata per 90 e oltre minuti ‘solo’ da una cornice di pubblico favolosa, pronta a rispondere presente nel momento del bisogno. Nonostante questo però, a farla da padrone sono state stanchezza, poco fiato e muscoli pesanti. Come quelli di Luis Alberto. Lo spagnolo si aggiunge ad una lista non lunghissima, ma pesantissima, composta da Radu, Immobile e Parolo. Ancora lacrime sul volto di un calciatore biancoceleste a testimonianza del legame creatosi tra squadra e ambiente in questi due anni di gestione Inzaghi. Paura e emozioni del momento prendono il sopravvento insieme alla sfortuna. Un pianto che sa di amarezza, dopo una stagione vissuta a 100 all’ora e che ora vede la Lazio rallentare a pochi metri dal traguardo. Ci sarà ancora da soffrire e da sudare, ma del resto è sempre stato così. Fino all’ultimo secondo, fino all’ultima goccia di sudore.

FIATO CORTO –
Poco ritmo, poca intensità, poca velocità nel far girare la palla. Contro l’Atalanta i biancocelesti vengono messi sotto per gran parte della gara come mai era successo prima. In campionato soltanto il Napoli aveva messo così tanto in difficoltà i biancocelesti prima di ieri. I ragazzi di Inzaghi pagano l’approccio sbagliato ad una partita fondamentale. Prendere gol in quella maniera dopo appena un minuto è inammissibile per una squadra come la Lazio, che fa della forza mentale una delle proprie prerogative. Da lì iniziano una serie di problemi che con il passare del tempo aumentano e non diminuiscono. L’Atalanta è brava a giocare di rimessa avendo tanti calciatori rapidi, ma prova a raddoppiare e ci va anche vicino più volte nel primo quarto d’ora. La qualità biancoceleste è tanta e viene fuori al minuto 24 con un’azione magistrale ideata da Milinkovic, rifinita da Luis Alberto e conclusa a pochi passi dalla porta da Caicedo.  La Lazio però non è in giornata, non ha la solita gamba e si vede. I bergamaschi giocano con un centrocampo a due eppure riescono a prendere il sopravvento nonostante avessero difronte tre come Milinkovic, Leiva e Murgia. Freuler e De Roon dominano e vincono tutti i contrasti con gli avversari, abbinando il filtro alla costruzione. La squadra di Inzaghi non riesce mai a passare centralmente e gli unici pericoli arrivano dalla fascia di competenza di Lulic, mentre dalla parte opposta Marusic incappa in una giornata nera. La filosofia di gioco della Lazio la porta sempre a cercare il gol e questo accade anche ieri, l’Atalanta però arrivava sempre prima sul pallone ed era rapida nelle ripartenze che potevano costare molto care ai capitolini. La stanchezza e il primo caldo di stagione si sono fatti sentire. Potevano essere tre punti, ma anche zero. Uno Strakosha e un Bastos miracolosi tengono la Lazio nella perfetta via di mezzo tra il terzo e il quinto posto a due dal termine.

INFORTUNI – 3+1+1. Ai tre già noti si aggiunge Luis Alberto, a cui si aggiunge Luiz Felipe squalificato. Inzaghi dovrà fare la conta in vista di Crotone. Sicuramente non ci sarà Immobile, ci proveranno Parolo e Radu, mentre sullo spagnolo è ancora difficile fare una previsione sui tempi di recupero. La Lazio rischia di giocarsi la partita fondamentale senza cinque uomini fondamentali. Il paradosso dei paradossi è che da quando i biancocelesti hanno iniziato a giocare una sola gara a settimana, sono iniziati gli infortuni. Un caso? Forse. L’unica certezza resta che in questo periodo alla Lazio non ne va bene una. Dal punto di vista degli infortuni e anche della classifica, dato che ieri il Crotone è stato sconfitto dal Chievo e quindi dovrà giocarsi tutto domenica prossima con la Lazio. Discorso inverso per il Sassuolo, da ieri aritmeticamente salvo e impegnato alla penultima con l’Inter e all’ultima con la Roma, che inoltre ospiterà alla prossima la Juventus oramai campione d’Italia. Poco deve incidere tutto questo nella testa dei ragazzi di Inzaghi, abituati a lottare contro qualcosa al di sopra di loro dall’inizio del campionato. Ancora una volta non arriveranno aiuti da nessuno, mentre le altre diretti concorrenti potranno beneficiare come al solito di ‘favori’. Bisognerà lottare e non bisognerà mollare. Ancora una volta, per essere più forti del nostro destino.

Articolo precedente
Luis AlbertoLuis Alberto, è lui il miglior assist-man in Europa
Prossimo articolo
calciomercato lazioLuis Alberto non molla: «Lotterò fino alla fine! Obiettivo Inter…» – FOTO