La denuncia di un tifoso della Lazio presente a piazza della Libertà: «Ci hanno manganellati senza motivo»

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Marco Brezzi, tifoso biancoceleste, ha raccontato quanto accaduto a lui e ad alcuni suoi amici nella notte tra l’8 e il 9 gennaio

Nella puntata di ieri della “Voce della Nord” condotta da Riccardo Rastelli un tifoso biancoceleste Marco Brezzi ha raccontato quanto è accaduto a lui stesso nella notte tra l’8 e il 9 gennaio in Piazza della Libertà in occasione dei festeggiamenti per i 119 anni della Lazio. Ecco quanto raccontato: «Circa un quarto d’ora dopo la mezzanotte io e i miei amici ci trovavamo ai giardinetti di Piazza della Libertà, quando ad un certo punto è partita la carica della polizia in Via Cola di Rienzo. Noi comunque stavamo piuttosto distanti, a circa duecento metri. Sono passati circa dieci o quindici minuti e quando la situazione si è tranquillizzata io stavo in attesa che la polizia se ne andasse, perchè avevo il motorino parcheggiato proprio dove stavano le camionette. Ad un certo punto abbiamo visto i poliziotti avvicinarsi, inizialmente con calma. Ed io non pensavo proprio che ci avrebbero attaccati, altrimenti sarei scappato ovviamente molto prima. Ad un certo punto però i poliziotti sono sbucati nella zona dei giardinetti e hanno cominciato a correre all’impazzata verso di noi. Io mi trovavo con mio fratello e con altri quattro o cinque amici. E inoltre con noi c’erano un’altra ventina di persone. In quel momento la situazione era tranquillissima. Non c’era nulla di che. E loro senza motivo hanno cominciato a correre all’impazzata verso di noi, verso chiunque si trovasse li. Chi scappava da una parte, chi dall’altra, e chi purtroppo ha avuto la sfortuna di correre verso una siepe che delimita il giardino. Io ero convinto che dopo questa siepe ci fosse la strada. Invece sono rimasto fregato, perchè dietro la siepe c’era una ringhiera ed un ponte. Un mio amico ha avuto il coraggio di buttarsi giù da sto ponte, che era alto circa due metri. Io invece, avendo la strada chiusa, ho alzato le mani e mi sono girato gridando che io non stavo facendo nulla e che volevo solo andare a riprendere il motorino. Uno di loro però si è avvicinato verso di me e ha cominciato a gridare “pezzo di merda, devi stare zitto” e ha cominciato a prendermi a manganellate. In testa. E mentre cercavo di ripararmi da queste manganellate è intervenuto un secondo poliziotto che mi ha dato ulteriori manganellate in faccia. Una di queste mi ha colpito vicino all’occhio. A quel punto mi sono buttato per terra, è cominciato ad uscire il sangue. Io sono rimasto per terra una decina di minuti. Ovviamente la paura era tanta. Avevo paura di essere ammazzato di botte. Fino a quando un altro ragazzo non si è accorto che io stavo li per terra e mi ha prestato soccorso. Io ho chiesto innanzitutto se ci stavano ancora le guardie, perchè ovviamente avevo paura ad alzarmi. Non c’era assolutamente motivo di intervenire in quel modo. E’ stato un agguato nel vero senso della parola. Ho tutto l’occhio gonfio ed ematomi dietro la testa. Poi sono andato al pronto soccorso. Fortunatamente dalla TAC non è risultato nulla a livello osseo. Il problema però è all’occhio che ha riportato delle lesioni alla retina e la rottura della membrana della cornea. Ho un’emoraggia interna dell’occhio e al momento attuale io non vedo quasi completamente. Ma come me è stato colpito anche un mio amico, che però fortunatamente è riuscito a ripararsi dalle manganellate. Mi auguro che anche gli altri ragazzi che come me hanno subito tutto questo abbiano la forza di raccontare cosa è successo. Anche per sensibilizzare l’opinione pubblica».

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