Crespo ricorda il suo passato biancoceleste: “Per me fu un salto di qualità approdare alla Lazio!”

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Il gol ce l’aveva nel sangue, in ogni squadra nel quale è stato ha sempre lasciato il segno. Hernan Crespo ha parlato della sua avventura alla Lazio alla trasmissione di Mediaset Premium “La tribù del calcio”. Dopo la prima esperienza italiana passata nel Parma, arriva la chiamata di Cragnotti, arriva la Lazio: “Dopo i quattro bellissimi anni a Parma capii che era finito un ciclo. C’erano due offerte, una della Lazio e una della Juventus. Per segno di riconoscenza nei confronti della squadra che mi aveva lanciato, feci scegliere al presidente Tanzi. A me andavano bene entrambe le squadre, era in ogni caso un salto di qualità per me. Alla fine si trovò l’accordo con la Lazio ed ero felicissimo di andare lì. Roma non era certamente come Parma, ma l’impatto fu buonissimo: “Sono arrivato in una Lazio che aveva appena vinto lo scudetto, Roma era completamente diversa da Parma. Era più caotica. Lo stadio mi ricordava il Monumental di Buenos Aires”. Crespo approdò in una squadra che aveva appena vinto uno scudetto, e nei primi mesi questo fatto si fece sentire: I primi 4 mesi furono complicati, perché i giocatori che avevano vinto lo scudetto si sentivano un po’ appagati e lo stesso mister Eriksson era indeciso se andare ad allenare l’Inghilterra. Alla fine a Gennaio decise di andarci e arrivò Zoff. Da lì diventò un’altra stagione, per la Lazio e per me. Segnai a raffica, diventando il capocannoniere della Serie A. Non son solo rose, la macchia della sua esperienza nella capitale fu il derby perso per 5-1 contro la Roma: “Trovammo un Montella in stato di grazia e un Capello molto furbo nella parte tattica. Dopo la partita fu tutto molto duro, ci fu la contestazione a Formello. Fummo costretti ad andare via a mezzanotte e per uscire dal centro sportivo mi dovetti mettere nel portabagagli di una macchina. E pensare che la tifoseria era arrabbiata con altri, non con me. Dopo quel match qualcosa si spezzò, l’avventura alla Lazio stava per concludersi: “Dopo quella partita ci fu un lento declino, anche finanziario. Io e Nesta fummo costretti ad andare via, io all’Inter e lui al Milan. Anche se poi abbiamo visto che è servito a poco”.

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