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Editoriale

Ciro Immobile, un errore diventato pretesto per troppi

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Un errore e delle immagini diventate virali che sembrano essere diventate l’ennesimo pretesto per mettere Ciro Immobile nel mirino

Delle immagini diventate virali sui social e che hanno portato a tante critiche. Quanto fatto da Ciro Immobile contro il Belgio in occasione del gol di Barella non è certo piaciuto, al di là dell’eventuale contatto con l’avversario. Una scena e un errore, enfatizzato dallo scatto per andare a esultare con i propri compagni, che ha fatto storcere il naso a molti. Ma la sensazione è che per tanti questo sia diventato solo e soltanto l’ennesimo pretesto per puntare il dito contro l’attaccante.

Un comportamento non certo da applaudire, ma che sembra esser diventato quasi una scusa per chi ha sempre visto nel giocatore della Lazio un pesce fuor d’acqua e un peso nella Nazionale targata Roberto Mancini. Nel corso di questi due anni e più potrebbero esser tanti gli episodi. «Non è mai decisivo», «Non si adatta al gioco degli azzurri», «Segna solo con la Lazio»: questi i tanti commenti e le tante opinioni che si leggevano e che si sentivano. Insomma, come se il buon Ciro, una volta vestita la maglia azzurra, dovesse sempre e comunque dimostrar qualcosa. Non bastavano mai le caterve di gol segnate con la Lazio e una Scarpa d’oro vinta e passata forse troppo sotto banco.

L’Italia appare un altro mondo e l’Europeo era vissuto come una sorta di prova  del nove per far vedere un qualcosa che in molti però non volevano e non vogliono ancor vedere. Le prime due partite, condite da due gol e dai cori dell’Olimpico, sembravano aver spento il fuoco delle polemiche e delle critiche. Eppure è bastato uno sfortunato incrocio dei pali e una prestazione sotto tono, con un piccolo incidente ed errore, per far tornare Immobile sul banco degli imputati. Perché non bastano i numeri, che nel calcio contano, essendo inopinabili. E che non possono essere cancellati da quanto accaduto con il Belgio. Perché questa Nazionale ha bisogno di Immobile e della sua generosità. «Rinuncerei ai miei due gol pur di vincere quest’Europeo», ha detto l’attaccante nella conferenza di qualche giorno fa. Si  riparta da queste parole e da quel sapore di notti magiche. Sperando che, già dalla sfida con la Spagna, Ciro torni decisivo, smentendo critiche, pretesti, quell’insanabile voglia di puntare il dito e di storcere il naso.

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