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Editoriale

Busquets, Diego Llorente, Kulusevski: Euro 2020 altro che Covid free

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Euro 2020 deve ancora cominciare e già lo spauracchio del Covid sta imperversando dopo i recentissimi casi tra i giocatori

Il covid entra di prepotenza nelle maglie di Euro 2020. A due giorni dall’atteso inizio della manifestazione continentale, il pericolo più temuto riempie purtroppo le prime pagine. Una manciata di casi in pochi giorni, frutto senza ombra di dubbio della mancanza di uniformità sul fronte vaccini.

Sono infatti caduti nel vuoto i piani della UEFA che lo scorso aprile auspicava un torneo regolare e dosi da somministrare a tutti i giocatori, anche in relazione al caos creato dall’ultima pausa Nazionali. L’ostacolo insormontabile, però, si è rivelato il diverso approccio di Governi e Federazioni sull’argomento, rendendo di fatto già vano il proposito di Europei covid free.

Scosse dal grossolano cluster capitato un paio di mesi fa, la FIGC e la politica italiana si sono unite nel percorso di avvicinamento a Euro 2020 organizzando con largo anticipo la vaccinazione di tutti gli Azzurri. Un ragionamento simile, seppur in tempi diversi, a quello fatto per esempio anche da BelgioGermaniaPolonia o Portogallo, per quanto i lusitani ora si trovino comunque in stato di allerta dopo il caso Busquets.

Già, la positività del mediano catalano ha messo nei guai la Spagna che adesso proverà a correre ai ripari vaccinando in fretta e furia (tutt’altro che rossa…) i suoi convocati. E sperando che il contagio non si fosse già velocemente diffuso, per quanto il nuovo caso di Diego Llorente aumenti non poco la preoccupazione. Sonni tutt’altro che tranquilli anche per altre due big, Francia e Olanda. Galletti e Oranje avevano facoltà di ricevere la propria dose, ma non in forma obbligatoria, ragion per cui non tutti hanno accettato di sottoporsi all’iniezione. Ma dopo il portiere olandese Cillessen, al momento i guai non si sono propagati.

E c’è poi il caso dell’Inghilterra che, malgrado le richieste del CT Southgate, non ha previsto alcuna via preferenziale per i suoi calciatori, esponendo la Nazionale dei Tre Leoni al rischio contingente. Insomma, se la Svezia si rammarica per le positività di Kulusevski e Svanberg, il resto del continente non può di certo sospirare di sollievo.

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