Avv. Gentile: «Lazio può essere parte lesa. Lotito sotto attacco mediatico». Su Pulcini e la Procura…

© foto Db Roma 30/09/2020 - campionato di calcio serie A / Lazio-Atalanta / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Ciro Immobile

L’avvocato Gentile è intervenuto a Radio Incontro Olympia

Ai microfoni di Radio Incontro Olympia, l’avvocato Gian Michele Gentile è intervenuto per far luce sulla situazione tamponi in casa Lazio: «Voglio precisare prima di tutto che il colloquio tra la Procura Federale e il dottor Ivo Pulcini non c’è stato per una mia richiesta. Ieri avevo degli impegni che non mi hanno consentito di essere presente e ho chiesto e ottenuto il rinvio. L’incontro ci sarà nei prossimi giorni. È bene specificare che il medico non è indagato. Risponderà a tutte le domande che la Procura ci farà al momento dell’appello».

I Tamponi presso la Futura Diagnostica di Avellino? «La Lazio col processo penale e con ciò che accade ad Avellino non c’entra nulla, semmai sarà parte offesa. Il processo, se mai vi fosse, riguarderebbe un imprenditore di Avellino ed eventuali problemi che potrà avere con la Procura di Avellino. Se dovesse venire fuori qualche tampone refertato in modo sbagliato, la Lazio e i suoi giocatori risulterebbero parte lesa».

Lazio sotto attacco mediatico? «Come si fa a pensare che volutamente si possa far scendere in campo dei giocatori positivi al test? Infetterebbero tutta la squadra. Così la domenica dopo avrò 11 giocatori che non possono giocare. Il sospetto fa parte del pm, ma che un giornale di quel livello (Gazzetta dello Sport, ndr) continui in prima pagina a martellare in quel modo ci fa riflettere. Noi crediamo che ci sia un dolo. E la Lazio si muoverà per difendere i propri interessi sotto questo punto di vista. Non è la prima volta che la Gazzetta attacca il presidente Lotito. Lo ha fatto già mesi fa in modo costante e noi ci siamo mossi. Io sono un cultore del diritto di cronaca, ma quando si utilizza per insultare la gente gratuitamente lanciando sospetti senza specificare, ma mettendo punti interrogativi, chi scrive queste cose è deontologicamente in una posizione di difetto».