L’ANALISI DEL GIORNO DOPO – Caro Babbo Natale, grazie per averci restituito la Lazio

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L’analisi di Bologna-Lazio, terminata con il punteggio di 0-2 grazie alle reti di Luiz Felipe e Senad Lulic

Simone supera Pippo. La Lazio passa a Bologna e prova la fuga. Il primo confronto in Serie A tra i due fratelli va al più piccolo. I biancocelesti dominano in lungo e in largo, suggellando la partita soltanto all’89’ con il raddoppio di Lulic. Risultato mai in discussione, con i capitolini che già dai primi minuti avevano fatto capire le proprie intenzioni. I padroni di casa si sono difesi a pieno organico, mentre la Lazio attaccava anche con i difensori. Radu e Luiz Felipe più che da centrali hanno agito per tutto il primo tempo da terzini, dato che il Bologna lasciava il solo Santander in avanti, controllato senza problemi da Acerbi. Supremazia territoriale e le tante occasioni sembravano non bastare alla squadra di Simone, che poi riesce a sbloccarla da una palla inattiva, il vero cavallo di battaglia dei biancocelesti. Ennesimo gol sugli sviluppi di un piazzato e sempre con il solito schema a cercare la ‘spizzata’ sul primo palo. La preparazione nei minimi dettagli della partita, consente spesso al piccolo Inzaghi di spuntarla sull’avversario di giornata. Meticolosità e mania della perfezione sono la marcia in più con cui la Lazio cura anche i particolari più minimi. Poi con il ritorno di Luis Alberto, qualsiasi calcio piazzato sembra essere più facile. Dal suo destro sono nati tre degli ultimi sei gol. Sarà un caso?

RITORNO – Torna la fantasia, torna la Lazio. Qui sicuramente non si può parlare di casualità. La Lazio si rialza grazie ai suoi uomini migliori. Luis Alberto e Milinkovic sono fuori dal tunnel e ora Inzaghi li fa anche coesistere con Correa. I tre parlano la stessa lingua, si cercano e si trovano. Con loro in campo contemporaneamente la squadra ha una marcia in più, come si è potuto ammirare negli ultimi 180’. La fisicità di Sergej, la tecnica di Luis, il cambio di passo del Tucu. Tutte componenti in grado di formare un mix letale per le difese avversarie. Non a caso con loro tre, la Lazio ha ritrovato la concretezza sotto porta che non si vedeva nella passata stagione. Un altro ritorno, quello di Lucas Leiva, ha contribuito a mantenere la porta inviolata per la quarta volta in campionato. I biancocelesti prendevano gol da 8 partite consecutive e ieri hanno ritrovato il clean sheet, grazie anche a un Bologna a dir poco sterile nell’area avversaria. La Lazio malata sta finendo la convalescenza. Il Torino rappresenta la prova del 9. Prima delle vacanze c’è bisogno di un’altra vittoria per chiudere bene l’anno e blindare il quarto posto. Magari buttando un occhio anche al terzo, ora non più così lontano.

SITUAZIONE – Tre punti come la vittoria, tre punti come la distanza che c’è adesso con il Milan. La Lazio ritrova se stessa e in due turni, recupera ben 5 lunghezze alla squadra di Gattuso, ora in crisi nera dopo l’eliminazione in Europa League. Cagliari e Bologna dovevano essere due vittorie e così sono state. I ragazzi d’Inzaghi hanno ritrovato la concretezza e la fame dei giorni migliori. L’aria natalizia ha restituito nuova linfa ai biancocelesti in grado di segnare sei gol e subirne uno solo su rigore. Sei come i punti conquistati, che oggi vogliono dire quarto posto in solitario. Nella bagarre europea la Lazio prova la fuga. Ora la prima delle inseguitrici è la Sampdoria, impegnata sabato in casa della Juventus, mentre i biancocelesti ospiteranno il Torino, imbattuto in trasferta da 10 turni. Inutile dire che guardando l’inizio del girone di ritorno, c’è necessità di chiudere l’andata con altri tre punti. Dopo la sosta ci saranno i due big match contro le prime due della classe, per una ripresa del campionato che si preannuncia a dir poco difficile. Intanto sotto l’albero, Babbo Natale ci ha lasciato un regalo. Riecco la vecchia Lazio. Quella determinata e compatta. Semplicemente quella di Simone Inzaghi.