Strakosha e quella promessa d’amore ‘involontaria’. Tra mercato e futuro, il suo cuore dice Lazio

la giocata del match Strakosha
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Thomas Strakosha è stato decisivo con le sue parate nella trasferta di Bergamo. Il portiere albanese è ormai un punto fermo della Lazio

«Sembra quasi che gli tirano addosso per come sa stare bene tra i pali» – con queste parole il preparatore dei portieri Adalberto Grigioni, loda una delle sue soddisfazioni più grandi. Thomas Strakosha, classe 1995, albanese di nazionalità, italiano d’adozione. Arrivato a Roma all’età di 16 anni, ha dovuto combattere contro lo scetticismo di che lo riteneva un raccomandato per via del suo cognome e per essere uno dei ‘pupilli’ di Tare. Come se stimare un portiere della sua stessa nazionalità, sia vietato a un ds di una squadra di calcio. Thomas nonostante queste etichette preventive, ha sempre fatto il titolare, tranne a Salerno e forse proprio lì è scattata la molla decisiva. Non si è abbattuto, è tornato a casa e si è giocato le sue chance alla Lazio. Poi l’ascesa scavalcando Marchetti e Vargic e costringendo Berisha alla cessione.

LA LAZIO E QUELL’AMORE MAI NASCOSTO… – «La mia Lazio». «La mia Lazio». «La mia Lazio». Una dichiarazione d’amore involontaria e spontanea dettata dal cuore di un ragazzo umile e sempre rispettoso. Nel post partita di Atalanta-Lazio, Strakosha risponde alle domande dei cronisti sempre usando l’aggettivo possessivo per parlare della sua squadra. Oramai si sente protagonista di qualsiasi successo, usa parole da leader e manifesta sempre più il suo attaccamento alla maglia. Si è arrabbiato per i torti subiti nelle settimane precedenti e non ha fatto nulla per nasconderlo. Le sirene di mercato ci sono, ma non lo toccano minimamente. A Roma sta bene e vuole restarci a lungo. Si è guadagnato il rispetto di una tifoseria e di un gruppo che ora lo vede come un angelo custode. Le sue mani hanno messo la firma su tutte le partite della Lazio in questa stagione. Dalla Supercoppa, fino al pareggio di ieri. Due miracoli hanno tenuto in vita i biancocelesti a un passo dal baratro  e salvate sempre dalle mani del suo angelo. Un altro angelo, di nome e di fatto, lo sta osservando da vicino e con i suoi consigli lo aiuta a crescere. Peruzzi non ha mai dubitato delle qualità di Thomas e tra qualche risata e qualche pacca sulla spalla, lo ha aiutato anche nei pochi momenti difficili. Ora Strakosha è un punto fermo della Lazio di oggi e di quella di domani. A Roma sta bene, è la sua città e non ha nessuna intenzione di andarsene. Mercato? Tante squadre hanno già bussato alla porta di Formello, ma il numero 1 laziale è pronto a rispondere «No grazie». Per lui conta solo la “sua Lazio“.

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