Scudetto 2000, Pancaro: «Vittoria con la Juve decisiva per il titolo» ESCLUSIVA

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In esclusiva ai nostri microfoni è intervenuto Giuseppe Pancaro per ricordare lo scudetto del 2000 vinto con la Lazio

Dopo venti anni dallo scudetto vinto il 14 maggio del 2000, il ricordo e l’emozione di Giuseppe Pancaro è ancora intenso come una volta. In esclusiva ai nostri microfoni, l’ex difensore di quella Lazio storica ha ricordato la cavalcata scudetto di quella stagione.

Vent’anni fa lo scudetto vinto con la Lazio. Che ricordi hai di quella giornata?

«È stata una giornata meravigliosa, un’emozione unica. Ricordo ancora la gioia dei tifosi e di tutti noi nell’aver raggiunto un traguardo così importante, per cui lavoravamo già da diversi anni. Fu una vera soddisfazione».

Quando vi siete resi conto di poter vincere lo scudetto quella stagione?

«Sicuramente una partita fondamentale è stata quella contro la Juventus a Torino, vinta con un gol di Diego Simeone. I bianconeri erano ancora al comando anche dopo, quindi sapevamo sarebbe dipeso più da loro che da noi. La sensazione vera e propria di poter vincere lo scudetto, paradossalmente, l’avevamo avuta più l’anno precedente».

Che rapporto avevate tra compagni di squadra? E con Eriksson che tipo di rapporto c’era?

«Il nostro rapporto era molto bello, sicuramente fortificato dalle vittorie, era un gruppo partito per iniziare a vincere con continuità. Molti di noi avevano cominciato anni prima ad assaporare vittorie con la Lazio. Tra di noi stavamo davvero bene, sia in campo che fuori nella vita di tutti i giorni. Il rapporto con Eriksson era di grande stima, fiducia e rispetto: era un allenatore che dava la sensazione di poter gestire al meglio un gruppo composto da campioni e grandi giocatori, e difatti così è stato».

Nel 2000-01, forte dello scudetto vinto l’anno precedente, la Lazio ha deluso le grandi aspettative intorno a sé. Quanto ha influito l’accettato incarico, da parte di Eriksson, di allenatore dell’Inghilterra nel vostro inizio di stagione?

«Sicuramente ha influito in piccola parte, ma non è stato l’unico motivo di una partenza non al massimo delle nostre possibilità. Inconsciamente, la vittoria del titolo l’anno precedente ci aveva fatto rilassare, distrarre, ci eravamo adagiati troppo su quella vittoria. Siamo partiti sazi, poi nel girone di ritorno siamo riusciti quasi a recuperare ma non ce l’abbiamo fatta».

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