
Nuovo stadio Flaminio, ieri pomeriggio si è tenuto un vertice in Campidoglio tra Claudio Lotito e il Comune di Roma per ulteriori aggiornamenti sul progetto biancoceleste
Prosegue senza sosta il piano di espansione infrastrutturale della Lazio, sempre più determinata a regalare ai propri tifosi una casa di proprietà. Nel pomeriggio di ieri, il presidente biancoceleste Claudio Lotito, guidando una delegazione del club, si è recato personalmente in Campidoglio per un importante vertice istituzionale dedicato al dossier del nuovo impianto capitolino. A rendere noti i dettagli dell’incontro è stata la testata Lazio Family, che ha fatto il punto sullo stato dell’arte delle trattative.
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Gli adempimenti e la sostenibilità economica dello Stadio Flaminio
Al centro delle discussioni tra il patron biancol e i rappresentanti del Comune di Roma ci sono stati gli aspetti contabili e procedurali propedeutici alla presentazione del progetto finale. Il tavolo di confronto si è focalizzato in particolare sugli oneri accessori e sulle diverse prescrizioni a carico del proponente. Si tratta di investimenti interamente finanziati dalla società di Claudio Lotito, sui quali l’amministrazione comunale sarà chiamata ad esprimere l’ultima e decisiva parola per concedere il via libera ai lavori.
Il nodo del diritto di superficie per la gestione dello Stadio Flaminio
Un altro capitolo fondamentale affrontato durante il summit in Campidoglio ha riguardato le garanzie patrimoniali legate alla struttura. Le parti hanno approfondito la questione del diritto di superficie, la cui cessione rappresenterebbe una svolta cruciale per la sostenibilità finanziaria dell’opera. Questo strumento normativo permetterebbe infatti alla Lazio di assumere la piena proprietà di tutte le opere e le infrastrutture realizzate sul suolo per l’intera durata della concessione.
Il futuro della struttura e l’eredità dello Stadio Flaminio per Roma
L’accordo in fase di definizione garantisce una tutela sia per il club biancoceleste sia per la collettività romana. Se da un lato la Lazio potrà valorizzare e sfruttare commercialmente l’impianto e le sue pertinenze per diversi decenni, dall’altro la proprietà del terreno rimarrà pubblica. Alla scadenza del termine di concessione concordato, l’intero patrimonio e le migliorie apportate torneranno automaticamente in capo al Comune di Roma, lasciando alla città un’infrastruttura moderna e riqualificata.