Nesta: «Alla Lazio sarei rimasto a vita! Ho rifiutato il Real Madrid…»

© foto @LazioNews24

Nesta e Vieri, insieme per una diretta Instagram. Ecco le parole dei due giocatori che hanno segnato la storia della Lazio

Alessandro Nesta. Solo nominarlo fa correre i brividi lungo la schiena ad ogni tifoso della Lazio. Capitano di imprese eroiche, emblema di eleganza e professionalità, nell’ambiente biancoceleste è ancora un idolo. L’ex numero 13 è stato ospite di una diretta Instagram di un altro campione di quegli anni, Bobo Vieri. Ecco cosa si sono detti i due: «Sto bene, ma la famiglia è lontana, sono rimasti tutti a Miami».

FINE CARRIERA – «Quando ho smesso di giocare sono stato malissimo, i primi sei mesi mi sentivo in vacanza, poi non ce la facevo. Quando Materazzi mi ha chiamato per andare in India, mia moglie mi ha preparato subito la valigia perchè ero insopportabile. Adesso ho comunque lo sfogo, ma comunque nasco giocatore. Fare l’allenatore significa avere rotture che prima non avevi».

FROSINONE – «Ho ragazzi forti, siamo terzi, speriamo di ricominciare per andare in Serie A. Il Benevento già sta su, vince sempre. Pippo è stato bravissimo».

LAZIO – «Se la Lazio non mi avesse venduto? All’epoca io non volevo andare da nessuna parte. Sarei rimasto a vita. Due anni prima di andare al Milan mi cercò il Real Madrid, io risposi che erano matti, giocavo per la Lazio! Poi è successo un casino e sono andato al Milan e ho ringraziato il cielo perchè ho vinto tanto. Alla Lazio è stato un percorso bellissimo, l’ultimo anno non sarei andato via, ma è stato difficile, c’era un casino nello spogliatoio. Io ero capitano, ero nel Consiglio di Amministrazione, avevo 23 anni e mi parlavano di bilancio, era stressante. Un giorno mi hanno messo la cartellina davanti e io non riuscivo neanche a trovare la pagina, quando l’ho trovata era finita la riunione (ride, ndr). Ogni giorno la squadra mi chiedeva dello stipendio, non pagavano da sei, sette mesi. Io l’ho sofferto, stavo male, ero attaccato, quasi invidiavo gli stranieri. Al Milan invece ho giovato solo a calcio, non dovevo pensare ad altro, è stata quasi una liberazione». Bobo ha poi aggiunto, riferendosi ad Alessandro: «Quando giocavo nella Lazio, si vedeva proprio il tuo attaccamento alla maglia, che ci tenevi».

DELUSIONI – «Ho tre delusioni, non una. La prima è un derby dove feci i danni, da romano, una partita del genere… Noi romani ci cresciamo col derby, mia madre litigava al mercato, siamo cresciuti con la rivalità con la Roma. Poi la finale dell’Europeo con l’Italia e ovviamente la notte di Istambul».

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