Nesta: «Ai tempi della Lazio non potevo dirlo, ma io e Totti siamo grandi amici»

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© foto Lazio News 24

Alessandro Nesta parla del suo rapporto con Francesco Totti: un’amicizia da tenere nascosta per le differenti fedi calcistiche

«Io, Nesta, capitano della Lazio, amico di Totti, capitano della Roma: in questa città non era possibile, non sarebbe stato accettato. Così andavamo assieme all’estero, a giocare in nazionale, ma quando tornavamo a casa non potevamo vederci a cena». Un’amicizia clandestina, vietata dalla rivalità del campo. E’ questa la rivelazione di Alessandro Nesta oggi che è diventato allenatore. L’ex difensore, oggi mister del Perugia, si racconta ai microfoni di Radio Radio: «A Roma dovevamo ignorarci, eppure ho sempre considerato Totti un grandissimo calciatore e un grandissimo ragazzo. E allora lo dico adesso, perché adesso posso: Francesco è amico mio».

AMICIZIA CLANDESTINA – Nesta e Totti assieme hanno vinto un Mondiale, ma quel rapporto è molto più antico. E quando spunta un filmato un po’ sfocato, nel quale si vede l’amico-avversario che gli fa passare la palla sulla testa – sono entrambi del ‘76, all’epoca avranno avuto dieci anni –, Nesta la butta sul ridere: «Non ho in mente quell’episodio. Anzi, forse non è mai esistito».

L’ADDIO ALLA LAZIO«La società voleva vendermi, me lo avevano detto e ripetuto; io volevo rimanere. E poi in quel periodo si parlava di tutto meno che di calcio: non prendevamo gli stipendi da sette mesi, ero capitano, i compagni venivano da me a lamentarsi. Così contro la Roma non ci ho capito nulla. Nell’intervallo ho detto: mi vogliono vendere? Allora mando tutto a quel paese. E sono uscito. Ho sbagliato, non lo rifarei». Ma a Roma sarebbe potuto tornare anche nel suo ultimo anno milanese: «Se n’è parlato per un paio di giorni, poi il Milan ha preferito che rimanessi là e la Lazio non aveva tanta voglia di riprendermi». Chissà se un giorno potrà rientrare in società da allenatore: «Se dovesse accadere vorrebbe dire che ho compiuto un percorso importante: è un traguardo. Inzaghi è bravissimo, la squadra è più o meno quella dello scorso anno: andare in Champions non è facile, ma possono riuscirci».

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